Oggi ho vissuto un 27 gennaio profondamente diverso dagli altri: ho avuto l’onore di partecipare alle celebrazioni internazionali nella città polacca di Oświęcim e al campo Auschwitz-Birkenau per commemorare le vittime della Shoah.
Percorrere questi luoghi ci ricorda il momento più buio dell’umanità: il tentativo sistematico di trasformare l’essere umano in numero, in oggetto.
Spogliate di tutto, dei vestiti, degli averi, dei capelli, del nome, della propria identità, le persone venivano private dell’anima prima ancora che della stessa vita.
È proprio da questa tragedia che è nata l’esigenza di un’Europa unita, come risposta all’orrore e all’affermazione dei valori umani.
La Provincia di Latina ha affiancato con coinvolgimento il Comune di Cori in questo sentito momento istituzionale, a testimonianza di un legame profondo che unisce i nostri territori alla storia europea. Insieme al sindaco di Cori, Mauro De Lillis, la cui città è legata da un significativo gemellaggio proprio a Oświęcim, e al presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio, abbiamo ribadito l’importanza della memoria condivisa.

Torniamo da questa esperienza con una consapevolezza profonda: la Memoria è l’unico strumento per costruire un futuro di dignità.
Riportiamo con noi il valore della nostra umanità da preservare e trasmettere ogni giorno, nei piccoli gesti e nel nostro relazionarci civile.