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Stefanelli: Un lungo cammino verso l’Europa

L’intervista a Gerardo Stefanelli per Latina Oggi del 04.05.2024 per la sua candidatura con gli Stati Uniti d’Europa.

Allora Presidente adesso è ufficiale: è candidato alle europee, una bella responsabilità.
Sicuramente è una responsabilità importante candidarsi a rappresentare un territorio così vasto come quello di Lazio, Toscana, Umbria e Marche in cui vivono milioni di abitanti. Però si diventa grandi anche accettando le grandi sfide, altrimenti non si possono cambiare in meglio le cose. Personalmente amo smuovere le acque e dare il mio contributo, muovere il primo passo quando tutti pensano che non si vada da nessuna parte, non a caso la mia campagna si ispira al cammino. Cammino, non corsa, perché il cammino è il tempo dell’osservazione e della riflessione, e questa campagna elettorale sarà anche un viaggio per osservare l’Europa e scoprire i territori dell’Italia centrale. Lo affronteremo con quella ‘leggerezza pensosa’ che Calvino indicava nelle Lezioni americane: infatti il nostro hashtag è #gerryontheroad

All’ultimo momento la candidatura di Renzi e della Bonino in diverse circoscrizioni ha sparigliato un po’ le carte.
Ritengo che sia stata la scelta giusta: entrambi hanno lavorato molto, e resistito tanto, per costruire questa lista che ha nel nome un sogno gigante rispetto ai temi e ai tempi della piccola politica quotidiana. In questo scenario, in una politica sempre più mediatica e leaderistica, avere la loro presenza diretta significa imprimere la massima visibilità politico-mediatica alla lista. Con un quorum più alto gli spazi per gli eletti aumenteranno.

Perché gli elettori dovrebbero votare per la lista degli Stati Uniti d’Europa? Perché è l’unica lista che dichiara espressamente qual è il vero oggetto di queste elezioni e quale debba essere il futuro prossimo di tutti noi. Lo afferma e lo testimonia senza incertezze tanto da metterlo nel nome della lista. Se vogliamo mantenere i livelli di benessere economico, di libertà individuali e collettive, di reale democraticità della società, dobbiamo far sì che l’Europa torni a essere un interlocutore di primo livello sui tavoli della geopolitica economica e sociale. Inoltre, politicamente dobbiamo evitare che il governo europeo si sposti verso un asse di destra, che è il vero obiettivo politico della candidatura di Giorgia Meloni e del suo posizionamento europeo vicino a formazioni politiche come Alternative fur deuctland, Vox o Zelt che rappresentano la parte più regressiva e reazionaria della politica europea. Consegnarle la Golden Share del prossimo governo europeo è un passaggio rischiosissimo per il nostro assetto di valori costruito in 80 anni di pace continentale. Tutto questo riguarda tutti noi, perché l’Europa siamo noi.

Su quali temi si concentrerà la sua campagna?
Salute, Istruzione e formazione, lavoro. Tre pilastri per la società del futuro. La riattivazione del fondo Mes per sostenere un piano di investimenti straordinari sulla sanità pubblica. La valorizzazione dell’istruzione e della cultura come diritto universale alla cittadinanza. Un sistema che assicuri una formazione continua adeguata alle richiesta del mercato del lavoro.

Si concentrerà solo sulla provincia di Latina o proverà ad essere presente anche in altre province della circoscrizione?
Siamo partiti da Civitavecchia, poi a Minturno. La prossima settimana saremo nelle province di Roma, Viterbo e Frosinone. Nel frattempo organizziamo i contatti in Umbria e nelle Marche all’interno della struttura di Italia Viva. La mancata candidatura dell’eurodeputato uscente Nicola Danti libera spazio politico sui territori. Sarà interessante provare a inserirsi anche nell’opportunità delle tre preferenze. L’ho detto all’inizio: la nostra intenzione è di essere in cammino più a lungo possibile.