“Ato4, investimenti che danno un vero cambio di passo”

Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli analizza quanto fatto negli ultimi mesi per l’ente di ambito

L’ente d’ambito numero 4, quello che interessa il territorio della Provincia di Latina, non è mai stato così attivo e centrale come negli ultimi 12 mesi. Merito è anche del Presidente Gerardo Stefanelli che ha posto il potenziamento di questo ente tra gli obiettivi del proprio mandato. Un risultato che sembra ora a portata di mano, con tutti i benefici che questo può significare per l’intera cittadinanza in termini di efficienza del servizio idrico e di controllo sull’azione del gestore Acqualatina.

Presidente Stefanelli, il 2023 va chiudendosi ed è tempo di bilanci anche per l’Ato4 e il Sistema Idrico Integrato della nostra provincia, cosa ci dice?

“Mi auguro che il 2023 verrà ricordato come un anno di svolta. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad almeno tre fatti epocali: passaggio di consegne da Veolia a Italgas, fondi di investimento raddoppiati per i prossimi anni con il PNRR e un sistema di controlli e monitoraggio dell’ente pubblico sul gestore privato che ha iniziato a dare i primi risultati di cambiamento, in aggiunta, per la prima volta la Provincia di Latina si è fatta capofila di un progetto madornale sul tema dell’acqua grazie all’iniziativa OASII, ovvero l’Osservatorio Acque dei Sistemi Idrici Integrati.

Si è trattato di un’iniziativa realmente utile o una delle tante tavole rotonde sul tema?

Non spetta a me giudicare, però posso dire con certezza che non è stata una tavola rotonda. Non è questo lo spirito, non ci interessa riunirci tanto per parlare. Sin da subito abbiamo avuto ben chiaro che il vero obiettivo sarebbe dovuto essere quello di farci guida su un osservatorio su come vengano investiti i fondi PNRR in ambito idrico. Il tutto partendo dal Centro Sud Italia per invertire la rotta, condividere best practice, innovare e ridurre progressivamente le perdite idriche ed economiche.

Come ne è uscito l’Ato4 nel confronto con gli altri enti?

Alla pari, ma ora che abbiamo cambiato passo bisogna alzare il ritmo ed è necessario che tutti siano all’altezza. Entro dicembre 2025 tutta la rete dei Comuni dell’Ato 4 sarà digitalizzata, è un segnale “tecnico” ma c’è ancora tanto da fare dal punto di vista “organizzativo” e “aziendale”. Auspico inoltre che i Comuni procedano al più presto allo scambio delle banche dati con il gestore in modo da facilitare la ricerca degli evasori che gravano ancora sugli utenti onesti: conviene ai bilanci comunali oltre che a quelli del gestore. In più con l’approvazione del bilancio 2023 terminerà anche il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione. Sono convinto che in quell’occasione(che avverrà al più tardi a giugno 2024) la parte pubblica dovrà farsi trovare pronta ed indicare professionalità che si dimostrino maggiormente all’altezza delle sfide tecnologiche a cui è chiamata l’azienda. Le cronache delle ultime settimane in verità lasciano trasparire qualche problema sui controlli interni della stessa società.

Lei che ne pensa?

Conosco, delle vicende a cui si riferisce, solo ciò che voi giornalisti avete riportato. Mi sembra opportuno però che il salto tecnologico, a cui la società sarà chiamata, sia accompagnato anche da struttura organizzativa e di controllo interno più forte e capillare e ad un’intensa attività di formazione rivolta al personale per consentirgli di stare al passo con i cambiamenti di cui sopra. Certo nelle ultime settimane i riflettori si sono accesi su qualche dipendente che pare aver assunto comportamenti non proprio edificanti. Mi auguro che la Giustizia possa far luce al più presto fino in fondo. Ma sono convinto che queste vicende siano dolorose anche per gli altri dipendenti della società: so per certo, infatti, che dentro l’azienda lavorano tanti dipendenti di grande valore che rappresentano un vero e proprio patrimonio di conoscenza e di professionalità per il nostro territorio. I professionisti di livello ci sono, hanno bisogno di una guida più moderna ed attenta per alzare ulteriormente il livello.

L’innovazione basterà da sola a migliorare la situazione del nostro sistema idrico e a ridurre il peso del servizio sulle tasche dei cittadini?

No, è un processo integrato. Gli interventi che stiamo mettendo in campo con i fondi PNRR ci permetteranno di avere un sistema più efficiente e di recuperare risorse che oggi vengono impiegate per interventi di manutenzione. Risorse con cui potremo continuare a innovare in futuro, non solo per ridurre i costi, ma anche per rendere il nostro sistema idrico sostenibile per l’ambiente. Un esempio su tutti: è stato calcolato che la riduzione del 70% della produzione annuale di fango dai depuratori, consente l’eliminazione di circa 130 tonnellate di CO2 all’anno e un risparmio economico di circa un milione di euro all’anno. Questo è un circolo virtuoso, e non si sta verificando al Nord, ma sul nostro territorio. Non ci dimentichiamo che Acqualatina è soprattutto un player importante nelle politiche di sostenibilità ambientale del territorio.

ATO4, STEFANELLI CONTRO L’AMMINISTRAZIONE CELENTANO: “HA PROPOSTO DI RENDERE VANO IL VOTO DEI PICCOLI COMUNI”

Ato4, continua lo scontro politico sullo Statuto bocciato: a intervenire il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli

Sullo Statuto abortito lo scorso 15 settembre hanno parlato un po’ tutti e a contendersi la palma del più polemico sicuramente il Partito Democratico (ad ogni modo diviso internamente come sempre sul tema) e Fratelli d’Italia, con l’amministrazione di Latina che ha di fatto causato il niet all’approvazione del nuovo Statuto preparato dalla segreteria dell’Ato4.

L’Ato4, o ambito territoriale ottimale, tanto per ricordare, è quell’organismo che dovrebbe controllare cosa fa il gestore del servizio idrico, al secolo Acqualatina Spa, e che comprende sindaci di ben 38 comuni, la maggior parte dei quali pontini, ma anche ciociari e romani.

In realtà, l’Ato4, e soprattutto i sindaci che ne fanno parte, ha dato prova – l’ennesima – che questo strumento serve a poco: Italgas, come noto, è diventato socio di minoranza senza che nessun primo cittadino ne sapesse qualcosa, con il rischio che a breve, sul groppone dei cittadini, ci possa essere una maxi richiesta di risarcimento da parte della società capitolina Acea.

Ad ogni modo, tornando alla cronaca odierna, il Presidente dell’Ato4, nonché della Provincia di Latina (le due cariche coincidono), Gerardo Stefanelli, ha voluto dire la sua sulla bocciatura dello Statuto, ribadendo e sposando appieno le tesi del dirigente della segreteria tecnica operativa dell’Ato4, Umberto Bernola, e del segretario generale, Ferdinando Guarracino, i quali, la scorsa settimana, prima che la bozza di Statuto fosse bocciata, hanno difeso strenuamente la medesima, sostenendo che le proposte del Comune di Latina cozzavano con la Legge Galli e le conseguenti legge regionale e convenzione.

Stefanelli, nel corso di una breve conferenza stampa svoltasi nel primo pomeriggio di oggi, 21 settembre, ha puntualizzato le sue critiche verso coloro che hanno fatto saltare il banco (Comune di Latina, Aprilia e Terracina in primis), ricordando che c’era stata tutta l’estate per riflettere sullo Statuto dell’Egato4. “Il confronto – ha detto – può avvenire su principi derogabili non su quelli inderogabili”.

Se si vuole cambiare la nomina del Presidente dell’Ato4 e il meccanismo del voto in conferenza dei sindaci, bisogna cambiare la legge regionale. Questo è il succo del discorso di Stefanelli che ha ricalcato fedelmente i moniti di Bernola e Guarracino. E sulla democrazia garantita, ha specificato: “Tutti possono parlare ma si deve rispettare chi lavora quotidianamente”, con un chiaro riferimento al Dirigente della Segreteria Tecnica Operativa dell’Ato4, Umberto Bernola, il cui lavoro sullo statuto è andato sostanzialmente in fumo.

“Se si vuole modificare la legge – ha specificato Stefanelli – facciamo un unico ambito territoriale che si occupi anche della rete del gas”. Il tema del voto ponderato, invece, ha mostrato uno Stefanelli ancora più puntuto nei confronti del Comune di Latina “che ha proposto di rendere vano il voto dei piccoli comuni, ma il Comune di Spigno dà da bere a mezzo sud pontino e il discorso vale anche per il Comune di Sezze. Tutti i cittadini devono poter essere rappresentati”.

Stefanelli ha poi rivendicato il lavoro svolto nel biennio 2022-2023, riconoscendo al suo predecessore Carlo Medici (ex Presidente della Provincia) di aver iniziato il processo di indipendenza dell’Ato4 e di aver chiamato a dirigerlo Bernola.

“Abbiamo approvato il bilancio dell’Ato4, aperto un conto corrente, una partita Iva. C’è stato un processo di indipendenza dell’Ato4 dalla Provincia di Latina. Abbiamo inserito soldi per l’Ato, mettendo le risorse in tariffa: ogni anno diamo 509mila euro all’Ato4. Quelli che non vengono utilizzati, vanno in avanzo di bilancio”.

Lo Statuto, secondo Stefanelli, “ci serviva perché ad oggi è regolato da una convenzione di cooperazione”. E ancora su Bernola: “Non è l’amichetto che mi sono portato da Minturno”.

Infine, ai soci pubblici di Acqualatina, vale a dire i sindaci, lancia una proposta: “Facciano un patto di sindacato e si impegnino ad andare uniti in consiglio d’amministrazione. Inoltre obblighiamo i membri del cda a fare relazione perché stanno lì per tutelare i soci”.

Vedi video completo della conferenza.

Ato 4, Italgas e lo statuto nuovo: “Innovare per migliorare”

Parla il Presidente della Provincia e della Conferenza dei Sindaci, Stefanelli: il futuro dell’Ente passa anche per le nuove regole

Con la presa d’atto da parte della conferenza dei sindaci, Italgas è ormai il nuovo partner privato dell’Ato 4 nella gestione del servizio idrico, scalzando così i francesi di Veolia. Con il presidente della Provincia e dell’Ato, Gerardo Stefanelli, abbiamo fatto il punto della situazione rispetto a quanto accaduto nelle ultime settimane.

Il Sistema Idrico Integrato del Lazio Meridionale è giunto a una svolta: crede che l’ingresso di Italgas sia positivo per il territorio?
«I cambiamenti apportano sempre una crescita: per poter innovare un sistema complesso come quello idrico era necessario un passo in avanti. Da anni lavoriamo per innovare le infrastrutture e portare sul nostro territorio nuove tecnologie e metodi di lavoro: grazie ai fondi del PNRR abbiamo sviluppato un programma concreto di crescita, ma siamo consapevoli che per migliorare ulteriormente avremo bisogno di una competenza imprenditoriale e, non di meno, di nuove risorse economiche. È presto per tirare le somme o esprimere pareri, ma la grande esperienza e il know how trasmessa da una multiutility come Italgas apporterà sicuramente un’innovazione al servizio idrico».

Le ho chiesto del “territorio” in merito anche alle diverse realtà municipali. Crede che i Comuni accoglieranno il nuovo protagonista?
«Stiamo parlando di un’opportunità che non si limita solo ai rapporti istituzionali: implementare le risorse del sistema idrico significa apportare un miglioramento del servizio per tutta la cittadinanza. Credo che i Comuni siano consapevoli di questo. Ho più volte invitato i Sindaci a esprimersi in merito alla vicenda; ciò che ne è risultato è stata la presa d’atto da parte degli stessi. Non nego che avrei preferito un gradimento e, dunque, una presa di posizione netta, ma torniamo al punto di inizio: questa azione è fondamentale per l’innovazione del territorio».

L’appoggio dei comuni sarà comunque necessario per comunicare con il nuovo soggetto privato.
«Questo è un tema importante. Trovare una sinergia tra pubblico e privato sarà una questione che impegnerà tutti i municipi dell’Ambito Territoriale. Da Presidente di Provincia e, soprattutto, dell’EGATO, mi assicurerò che si mantenga un dialogo tra i due soggetti e sceglierò insieme all’intera Conferenza dei Sindaci il miglior modo per costruirlo. Potremmo pensare, per esempio, ad instaurare una cabina di regia, e quindi ad apposite personalità delegate al mantenimento dei rapporti. Questa è la prossima questione da definire».

In una vecchia intervista parlò di un nuovo nome per il sistema idrico. Anche questa è una questione da definire?
«Come affermato in passato, si avverte il bisogno di voltare pagina. Dare una nuova identità al servizio, anche nel modo di comunicarlo, potrebbe essere un modo di riflettere l’evoluzione. Questo potrebbe racchiudere in sé un richiamo all’innovazione e alla sostenibilità, che dovranno continuare a essere i due pilastri del nostro lavoro».

Crede che l’ingresso di Italgas sia l’unico cambiamento al quale assisteremo?
«Sappiamo che i prossimi mesi saranno fondamentali anche per l’evoluzione dell’Egato. L’approvazione dello Statuto rivelerà anche il futuro dell’Ente. In merito a questo mantengo costanti le posizioni espresse più volte negli scorsi mesi».

Ovvero?
«Credo che la richiesta di revisione dello Statuto sia un atto di grande responsabilità. Ciò che è stato richiesto da alcune realtà comunali è che siano rivalutati i termini di rappresentanza all’interno dell’Ente. Ciò significa che questa, secondo chi contesta le attuali disposizioni, dovrebbe essere ripartita in base al numero di abitanti che ogni comune conta. Non sono però dell’idea che ridimensionare i “pesi” possa essere la scelta migliore, né quella più etica. Al contrario, la richiesta è antitetica al principio di solidarietà su cui si è fondato lo stesso Egato, in cui la rappresentanza dei territori è distribuita equamente essendo l’acqua un bene primario».

È una strategia per avvantaggiare alcune municipalità all’interno dell’Ambito Territoriale?
«Non voglio affermare che sia mera strategia che, se così fosse, potrebbe aver sbagliato i propri calcoli: ricordiamo, infatti, che i comuni più densamente popolati non sono gli stessi a detenere le principali fonti di acqua del territorio. È fondamentale ricordarsi ciò per non creare contrasti o muoversi secondo singoli interessi. Io reputo che una risorsa preziosa come l’acqua non possa essere giostrata da tornaconti personali, per questo sposo a pieno il principio di solidarietà».

La revisione dello statuto si concentra anche sulla sua figura, quella di Presidente dell’Ente. Si chiede che questo sia rappresentato da uno dei Sindaci dell’Ambito, lei cosa ne pensa?
«La questione è più complessa di quanto sembri: le modalità di elezione dei presidenti degli Egato è prevista da una legge Regionale, non è circoscritta soltanto all’Ato 4. Ciò significherebbe impugnare una questione che è più grande del solo territorio pontino. Inoltre, nel maggio 2024 ci sarà la riforma delle Provincie che sceglierà le sorti di determinate questioni. Ad ogni modo, credo che la presidenza dell’Ente sia in capo a quella della provincia per specificità che il singolo municipio – e lo dico da sindaco – non sarebbe in grado di gestire. Parlo, ad esempio, degli alti investimenti economici che occorrono e, soprattutto, del tempo e delle questioni che vedono impegnato l’Ente e che spesso si intersecano con quelle della provincia stessa. Una visione più ampia, come quella che può avere un Presidente di Provincia, è ciò che occorre in certi casi. Non lo dico per interesse personale, ma per chi mi succederà nel ruolo».

Facendo una somma del tutto, quali saranno le sorti del Sistema Idrico Integrato?
«Ribadisco, è ancora presto per tirare le somme. Sicuramente continueremo nell’obiettivo primario, quello di rendere ottimale e sempre più innovativa la qualità del servizio pubblico – non dimentichiamo infatti che lo scopo è quello di operare per la cittadinanza. L’ingresso del soggetto privato sarà fondamentale in questo, qualunque siano le sorti amministrative e territoriali dell’Egato. Sulle stesse non posso che ribadire quanto già detto nel mio appello ai sindaci, ricordando quanto sia fondamentale la tempestiva approvazione dello Statuto per consentire il corretto funzionamento dell’Ente».

Depurazione, le isole pontine finanziate dal Ministero

Arriva l’ok ai fondi per gli interventi in località Giancos e Faro

Le Isole di Ponza e Ventote­ne sono state ufficialmente ammesse al finanziamento del Ministero per nuovi investimenti su fognature e depura­zioni.
A dirlo è l’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Otti­male (Egato), che rende noto come il Ministero dell’Ambien­te e della Sicurezza Energetica ha pubblicato gli esiti dell’atti­vità istruttoria condotta sulle proposte progettuali presenta­te da Regioni e Provincie auto­nome, per la Misura M2 C4 ine­rente a investimenti su fogna­ture e depurazioni.
Tra le 328 candidature totali registrate, è stata proposta l’ammissibilità a finanziamen­to a 176 proposte progettuali, due delle quali riguardanti l’Ambito Territoriale Ottimale n, 4 – Lazio Meridionale, Lati­na,
Tra i territori interessati Ponza e Ventotene, per i quali sono previsti due diversi inter­venti. Il primo riguarda il il po­tenziamento dell’impianto di depurazione Giancos (Ponza), per il quale verranno disposti più di 4 milioni di euro di fi­nanziamento.

Il secondo, invece, è relativo all’adeguamento funzionale dell’impianto di depurazione nella località Faro (Ventotene), per il quale verrà disposto più di l milione di euro di finanzia­mento.
L’investimento, che sarà implementato all’emanazione del decreto, coprirà un totale di 4.100 residenti del territorio dell’AT04entroil 2026.
“Due delle proposte proget­tuali riguardanti il territorio dell’At04 sono state ritenute an11nissibili a finanzia1nento – ha dichiarato il presidente di Egato 4 Lazio Meridionale La­tina e della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli – È un risultato significativo, per il quale desidero ringraziare il Mini­stero sulla fiducia accordataci. L’investimento ci permetterà cli migliorare notevolmente il sistema di depurazione di Ponza e Ventotene, garantendo un ambiente più sicuro per gli ol­tre 4 mila cittadini interessa­ti”.
Nel complesso, la misura del Ministero si pone l’obiettivo di mettere in campo le azioni ne­cessarie per rendere il Paese più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici, pro­teggendo la natura e le biodi­versità. «Per il raggiungimen­to di questi obiettivi – si legge nel resoconto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurez­za Energetica- sarà fondamen­tale dotare l’Italia di un siste­ma avanzato ed integrato di monitoraggio e previsione, fa­cendo leva sulle soluzioni più avanzate di sensoristica, dati (inclusi quelli satellitari) e di elaborazione analitica, per identificare tempestivamente i possibili rischi, i relativi impat­ti sui sistemi (naturali e di in­frastrutture), e definire conse­guentemente le risposte ottimali».

Scuole, strade e servizio idrico, ma la Provincia ora guarda all’autonomia energetica e a una nuova sede al sud

Un impegno preso all’inizio del mandato, 18 mesi fa: fare un “tagliando” semestrale per raccontare l’attività dell’ente, tanto in termini di numeri quanto di progetti e obiettivi futuri. Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli lo rispetta in pieno e oggi presenta un bilancio complessivo di quanto prodotto dagli uffici di via Costa nei primi sei mesi del 2023. Passa così in rassegna le deliberazioni e le ordinanze, rispettivamente 19 e 63, i 33 decreti presidenziali, gli oltre 1.400 atti dirigenziali e anche le sette delibere dell’Ato 4 approvate nel corso di tre sedute in sei mesi. Accanto a questo ci sono poi le fitte attività di programmazione e controllo di gestione, gli investimenti sull’edilizia scolastica e quelli sulle strade di competenza, i servizi del territorio, le politiche ambientali ed energetiche, i programmi di transizione digitale e alcune priorità da realizzare nei prossimi sei mesi di mandato.

“Sei mesi intensi – commenta il presidente – in cui abbiamo avviato e portato a termine 17 gare sull’edilizia scolastica che si trasformeranno in cantieri nelle prossime settimane, in cui abbiamo dato impulso alla Provincia come casa dei Comuni sia attraverso la Cuc, stazione unica appaltante che in questo momento fa gae non solo per la Provincia ma per ben cinque comuni del territorio, ma anche in termini di progettualità, come il progetto di area vasta dell’Appia Regina Viarum che coinvolge 13 comuni e quello della Dmo sul turismo che stiamo siglando oggi. Tanti obiettivi dunque e anche un riscontro da dare alla cittadinanza e alla comunità di amministratori che ci ha eletto”.

Bilancio

In termini di Bilancio dell’ente, la Provincia, nei primi sei mesi dell’anno, ha approvato la Proposta di Bilancio 2023-2025;  il Regolamento generale delle entrate, il Piano di ricognizione ordinario delle società partecipate, ha bandito la gara d’appalto per l’affidamento di tutti i servizi assicurativi e completato il percorso scolastico formativo per l’annualità 2022-2023, con l’attività svolta dalla società Latina Formazione e Lavoro, con un investimento di 4.000.000 di euro e la cura di 1.000 studenti frequentanti.  Il proposito del presidente è quello poi di approvare il bilancio entro il termine del 31 dicembre. 

Scuole

Per quanto riguarda poi l’ambito dell’edilizia scolastica, sono 46 gli interventi finanziati per 29 milioni di euro investiti. Sei sono gli interventi già conclusi, 14 quelli per cui sono ancora in corso i lavori, una gara d’appalto che sta per partire, altre te in corso e 17 i cantieri già avviati o di prossima apertura per complessivi 13 milioni. Interventi questi che si aggiungono all’ordinaria manutenzione programmata da via Costa ma anche alle politiche scolastiche di cui la Provincia ha voluto essere protagonista. “Nel primo semestre 2023 – spiega Steanelli – abbiamo collaborato con la prefettura di Latina nell’organizzazione dell’evento per celebrare la giornata dell’Unità Nazionale della Costituzione, dell’inno e della bandiera che si è tenuto presso il teatro D’annunzio. Ci siamo fati promotori del rinnovo delle cariche della Consulta provinciale degli studenti, abbiamo messo a disposizione degli studenti degli istituti superiori autobus per partecipare all’open day per il centenario dell’Aeronautica Militare Italiana presso l’aeroporto di Latina, ci siamo fatti inoltre promotori in collaborazione con la scuola trasporti e materiali dell’ Esercito italiano di una iniziativa sulla sicurezza stradale che ha coinvolto centinaia di ragazzi delle scuole superiori di Formia, Castelforte, SS.Cosma e Damiano e Minturno”.

Strade

Sulle strade i numeri indicano 43 interventi finanziati, di cui 15 nell’area nord, 20 nel centro e 8 nell’area sud

Ato 4 servizio idrico

Nell’ambito dell’Ato 4, è stato implementato, grazie ai fondi del Pnrr, il progetto Global water evolution. E’ stato inoltre approvato un protocollo con le isole pontine per i desalinizzatori, ma soprattutto è stato rinnovato il bonus idrico locale ed è stato approvato un corposo piano di rientro che ha consentito di recuperare da Acqualatina per 20 milioni di euro del servizio idrico integrato.

Gli obiettivi dei prossimi sei mesi

La Provincia punta ora a realizzare o almeno ad avviare alcuni ambiziosi obiettivi per i prossimi sei mesi. “Uno di questi – spiega il presidente Stefanelli – riguarda la creazione di una nuova sede distaccata della Provincia nel sud pontino su un terreno di proprietà dell’ente. Una soluzione che consentirà di mettere i locali a disposizione del territorio e anche delle scuole e che consentirà un risparmio di almeno 80mila euro l’anno”. L’altro ambizioso progetto punta invece all’autonomia energetca e prevede di realizzare un impianto fotovoltaico nell’area dell’ex Rossi Sud, che consentirà autonomia, risparmio energetico e l’abbattimento delle emissioni di CO2.

“Italgas? E’ un’opportunità”

Sul cambio di proprietà di Idro latina parla il Presidente della Provincia e della conferenza dei sindaci dell’Ato 4 Stefanelli: siamo davanti ad un momento storico, bisogna cambiare in meglio la gestione del servizio idrico

«Penso che l’acquisizione di ldrolatina da parte di ltalgas debba rappresentare il n1omento per riflettere su come potenziare la rete e innovare davvero il siste­ma idrico». Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli commenta il cambio di proprietà del socio privato di Acqualatina e spiega quali sono le prospettive del servizio idrico.
L’acquisizione ldrolatina da parte di Italgas, da Presi­dente della Provincia ma so­prattutto di Egato 4 Latina cosa ne pensa?
«Rispondo alla sua domanda con un’altra domanda: oggi co­me potremmo innovare un siste­ma altamente complesso e spe­cializzato come quello idrico?»
Ci sta dicendo che per innova­re il sistema idrico la strada non sarebbe potuta essere che quella di un nuovo soggetto?
«Vado oltre: dico che per inno­vare abbiamo bisogno di ingenti risorse, sia economiche che uma­ne, oltre a un interesse imprendi­toriale strategico e vivo. Potrei sbagliarmi, ma credo che l’inte­resse imprenditoriale di Veolia per il nostro territorio si sia pro­gressivamente esaurito in questi vent’anni. Sicuramente ai fran­cesi va riconosciuto un merito: quello di aver contribuito a co­struire un know how di altissimo livello che oggi costituisce una grande ricchezza da cui ripartire e non a caso un elemento di gran­de attrattività per un soggetto in forte espansione come ltalgas».
Però una cosa non mi è chia­ra: si parla tanto di acqua pubblica, non sarebbe stato questo il momento per fare il grande passo?
«Qui veniamo al secondo ele­mento che ho citato: la disponibi­lità di ingenti risorse finanziarie. I Comuni sarebbero stati davvero in grado di sostenere gli investi­menti necessari? Parliamo di svariate decine di milioni di euro. Non solo, con Italgas, (così come era per Acea) stiamo parlando di aziende leader nel settore delle utility di una società italiana e di fatto caratterizzata da una forte matrice pubblica considera.i1do che al 26% è partecipata da Cassa Depositi e Prestiti e che il 48% del suo capitale è rappresentato da investitori istituzionali. Detto questo toccherà alla Conferenza dei Sindaci esprimere o meno il proprio gradimento. L’Assem­blea è sovrana. Qualunque sia la conclusione di questa vicenda un fatto è certo, c’è bisogno di una svolta. Potremmo trovarci di­nanzi a un momento storico per ii nostro territorio, dovremo essere bravi a guidarlo e instaurare un nuovo rapporto costruttivo con il soggetto privato. Si avverte il bi­sogno di voltare pagina, mettere da parte Acqualatina e dare un nome nuovo e una nuova identità al nostro sistema idrico integra­to. Era chiaro che Veolia non avesse più intenzione e soprat­tutto interesse nel portare avanti un progetto di questo tipo. Ben venga un nuovo soggetto privato che con il suo interessamento dia prova di vedere nel nostro terri­torio un asset strategico per raf­forzare e allargare la propria lea­dership di mercato».
Cosa si augura?
«Una sola cosa: innovare il si­stema idrico integrato per conti­nuare a migliorare il servizio ai cittadini. E oggi ciò significa non solo intervenire sulle reti, ma an­che sui software, perché la parti­ta si gioca soprattutto sulla ge­stione e sull’analisi dei dati. Una multiutility come Italgas, o come Acca, che si muove su più piani ha tutto l’interesse nell’ottimizzare la gestione delle risorse. Questa è la vera opportunità da cogliere».

Possiamo sperare in un siste­ma idrico all’avanguardia?

«Non c’è alternativa: il tema oggi è la digitalizzazione dell’in­tero ciclo, sia per abbattere i cos ti di gestione, sia per abbattere la dispersione idrica anche del 15-20%. È su questo piano strate­gico indispensabile che una mul­tiutility può fare la differenza, perché ha modo di gestire più da­ti, ovvero di raceoglierli, analiz­zarli e incrociarli. Senza conside­rare i know how trasversali ed extra-territoriali. Questa opera­zione, di fatto, non riguarda solo la rete del gas e idrica, ma la rete delle conoscenze e delle compe­tenze che si allarga. Questo è il ve­ro investimento impagabile da sfruttare in modo intelligente».
Qual è il ruolo della conferen­za dei sindaci, ora?
«Nel momento in cui Acquala­tina ci comunicherà formalmen­te dell’avvicendamento tra Veo­lia e ltalgas procederò a convoca­re i sindaci per esprimerci sul merito».