Elezioni regionali, per il Terzo Polo è la prova del nove

Tra i nomi in circolazione il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, Nicoletta Zuliani, Davide Zingaretti e anche l’ex deputato Federico Fauttilli

«Un altro passo avanti verso la trasformazione del Terzo Polo in un vero e proprio soggetto politico unitario». Il segretario provinciale di Azione Davide Zingaretti commenta così l’esito dell’assemblea nazionale dello scorso fine settimana a Napoli che ha eletto Mara Carfagna presidente di Azione e soprattutto ha dato il via libera al proseguimento del percorso unitario con Italia Viva.

Il terzo Polo, dato dai sondaggi attorno al 10 per cento, sopra Lega e Forza Italia, vuole trasformare in realtà le intenzioni di voto e per farlo è necessaria una presenza concreta sui territori. L’assemblea nazionale di Azione a Napoli ha visto la partecipazione di una folta delegazione pontina, guidata proprio dal segretario Davide Zingaretti. «L’assemblea ha sancito il percorso unitario che ci porterà a coniugare la nostra esperienza con quella di Italia Viva. Ma è stata anche l’occasione per chiarire quelli che dovranno essere i passaggi in vista delle prossime scadenze elettorali, in particolare per quel che concerne le alleanza alle amministrative». E qui entrano in ballo le elezioni di Latina, Aprilia e Terracina. «La linea è chiara – dice Zingaretti – avremo il compito di costruire alleanze dialogando con le forze dell’area europeista e liberale e con quelle forze civiche che si sono distinte sui territori». Intanto però c’è da chiudere la partita della lista per le regionali. Sui nomi Zingaretti non si sbilancia, ma assicura sul metodo. «L’obiettivo è avere una lista in primo luogo rappresentativa dell’intero territorio provinciale e poi formata da amministratori che già abbiano esperienza e che siano in grado di portare a casa un numero di consensi considerevole per far crescere il partito».

I nomi che circolano, in questo senso, sono diversi. Primo fra tutti quello del presidente della Provincia Gerardo Stefanelli. A Latina città è in preallarme la ex consigliera comunale Nicoletta Zuliani e lo stesso Zingaretti ad Aprilia. Tra gli altri nomi che si fanno ci sono quelli dell’ex deputato Federico Fauttilli e della ex consigliera provinciale di Terracina, Barbara Carinci.L’attesa per le decisioni sulla lista è tutta legata chiaramente al presidente Stefanelli. Il partito di Calenda e Renzi punta a fare un risultato importante nelle regioni al voto, ossia Lombardia e Lazio. E in queste zone sta chiedendo un impegno diretto proprio agli amministratori locali in carica, sindaci in primis. Una candidatura che rischia spesso di non essere in grado di portare a un eletto certo ma che serve al partito per fare il pieno di consensi e trasformare le intenzioni di voto degli elettori nei sondaggi in consensi concreti.

In provincia di Latina i numeri sono chiaramente diversi per la forza differente che hanno rispetto al nazionale i partiti del centrodestra. Ma il Terzo polo è convinto di poter dire la propria e di erodere consensi importanti anche a destra. Le regionali, in questo senso, saranno la prova del 9.

“Anche sui rifiuti si è smesso di discutere e di decidere”

Il Presidente dell’Amministrazione Provinciale: “Siamo in un vuoto di potere. La politica non esercita più il ruolo di mediazione tra sindaci e comunità”

Non ci sono gli impianti e nemmeno i siti per ospitarli, perché nessuno vuole individuarli. Intanto i cittadini pagano per un servizio inevitabilmente carente e da domani pagheranno ancora di più, pur continuando a non avere una struttura gestionale sul territorio.

Presidente Stefanelli, restiamo a guardare?

“Adesso ci sono le condizioni ideali per la tempesta perfetta. La Regione ha commissariato la Provincia, il Commissario ad acta non ha preso una decisione e nel frattempo è stato istituito con legge regionale l’Egato4, cioè l’ambito ottimale territoriale dei rifiuti. Ma istituito non vuol dire costituito, perché mancano ancora i decreti attuativi della giunta regionale. Il direttore dell’area rifiuti della Regione dice che entro le prossime settimane si farà tutto. Ma nel frattempo si lavora per fare il calcolo del peso ponderato di ciascuna città aderente all’Egato, calcolo che si farà sulla base del peso demografico di ciascun comune e del numero di impianti dei rifiuti ospitati sul territorio. Potrebbe quindi verificarsi che Aprilia avrà più peso di Latina, a meno che quando si parla di impianti non si considerino anche quelli dismessi, come le due discariche di Borgo Montello”.

Tutto questo vuol dire che siamo entrati in un vuoto decisionale ufficiale, dopo quello “di fatto”, vissuto fino a ieri grazie all’inerzia dei sindaci? Adesso chi prenderà iniziative in materia di rifiuti?

“Le decisioni che servono sono quelle riguardanti gli impianti necessari alla chiusura del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dei confini del nostro territorio, e in questo momento c’è effettivamente un vuoto di potere. E si tenga presente che saranno i decreti attuativi regionali a stabilire come si dovrà procedere alla nomina del Consiglio Direttivo dell’Egato, composto da 4 consiglieri e un presidente che percepiranno uno stipendio. Sarà poi il Consiglio direttivo a nominare un Direttore generale e un sindaco Revisore dei conti. E l’elaborazione del piano d’ambito. Da tutto questo iter dovrà venir fuori la definizione del sistema integrato provinciale dei rifiuti”.

Insomma si riparte da zero. E tra qualche giorno, quando chiuderanno le ultime discariche del Lazio ancora in esercizio, cosa succederà?

“Posso dire che in provincia di Latina non accadrà nulla di nuovo, perché nei giorni scorsi ho ricevuto, insieme ai sindaci dei comuni pontini che conferiscono i rifiuti indifferenziati ad Aprilia, una comunicazione da Fabio Altissimi, per conto di Rida Ambiente, che ci informa di aver trovato una soluzione per trasferire i residui dei rifiuti sottoposti a Tmb in impianti extraregionali senza alcun aggravio di costi. Questo significa che i comuni non subiranno aumenti, e dunque nemmeno i cittadini. Mi pare una buona notizia”.

Siamo più di prima alla mercè dell’imprenditoria privata; stavolta ci è andata di lusso, ma nessuno può garantire che domani le cose restino le stesse. La politica non dice niente, i sindaci non parlano, ma cosa sta succedendo?

“Mai sentito un partito prendere posizione sulla questione dei rifiuti. Sono io a domandarmi dove siano finiti i partiti e con loro dove sia finito il ruolo di guida per i sindaci e per le politiche amministrative. E non è soltanto un problema di rifiuti. Prendiamo il metano: Latina è il comune capofila dell’Atm, Ambito Territoriale Minimo, e dovrebbe attivare gli stessi meccanismi previsti per la gestione dell’acquane dei rifiuti. Lei sa dove si è nascosto l’Atm? Io non lo so. Quello che vedo, è invece il fatto che le aziende che si occupano della distribuzione dell’acqua, di gas e di fibre per le comunicazioni, rompono strade, bucano marciapiedi, un giorno una e un giorno l’altra, e non c’è nessuno che si preoccupi di razionalizzare e armonizzare questi interventi. Direi che quando si scava, anziché posare un tubo e richiudere, se ne potrebbero sistemare due o tre, a disposizione di tutti gli interventi prevedibili nel medio e lungo periodo”.

Essendo questo un problema di tutti i comuni, dovrebbero essere i sindaci a cercare di fare sistema su questo tipo di situazioni. E tanto per non allontanarci dal tema di questa intervista, che verte sui rifiuti, stiamo parlando degli stessi sindaci che non sono riusciti a trovare un accordo sul sito per ospitare la discarica per i residui del Tmb.

“Proprio così. E cerco di spiegarmi meglio. Acqualatina fattura tra i 120 e i 130 milioni di euro l’anno; stando ai Pef dei comuni pontini, il valore complessivo delle fatturazioni per la gestione del servizio legato ai rifiuti è di altri 120 milioni di euro. Significa che ogni anno per queste due voci, acqua e rifiuti, vengono movimentati 250 milioni di euro, che gravano interamente sulle spalle dei cittadini. La politica potrebbe, forse dovrebbe, interrogarsi su una gestione virtuosa per trasformare queste attività in una risorsa. Se è vero che le aziende impegnate nella gestione di questi servizi sono energivore, dai consumi degli automezzi a quelli delle pompe di sollevamento, fino agli impianti di depurazione. Non è normale che si debba pagare per conferire i nostri rifiuti all’estero dove li utilizzano per produrre energia. Ma perché non lo facciamo noi?”.

Dunque nessuno parla, nessuno si confronta, nessuno lancia idee più o meno valide. Neanche alla vigilia delle elezioni regionali i partiti si sprecano a presentare programmi che prevedano interventi migliorativi per la gestione dei servizi. Eppure c’è in ballo il nostro futuro per i prossimi cinque anni.

“Dovremmo aver già cominciato a domandarci come sarà e come farà l’azienda che dovrà provvedere alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti. Come si muoverà sul territorio? Con quale prospettiva, e con quale obiettivo? Tutto questo presuppone una profonda conoscenza del territorio, della popolazione e dei diversi settori nei quali un’azienda di servizi è chiamata ad intervenire. Quanta gente c’è da servire? Dove risiede? Quali sono i siti per gli impianti necessari? Dove vanno collocati per risparmiare risorse e consumi? Quali sono le strade da percorrere per gli spostamenti degli automezzi? Tutto questo backround di conoscenze, attualmente ce l’ha soltanto Acqualatina, l’azienda che ha un rapporto diretto con tutti i cittadini, che conosce gli utenti, che è in grado di sapere chi paga,quanto paga, come paga e attraverso quale banca. Il “Big data” di questa provincia è nelle mani di Acqualatina, e si tratta di un patrimonio costruito in vent’anni con i soldi dei cittadini versati con le bollette, dunque è patrimonio della comunità e dovrebbe tornare alla comunità sotto forma di multiutility a servizio del territorio”.

Dobbiamo affidare la gestione dei rifiuti ad Acqualatina oppure dobbiamo pretendere da Acqualatina la restituzione di quello che chiama “Big data”?

“Potremmo riprendere il discorso avviato da Carlo Medici sulla pubblicizzazione dell’acqua, trattare con Veolia per portare l’azienda interamente nelle mani dei comuni dell’Ato4 e farne il centro propulsore della multiutility provinciale”.

La Provincia ha appena chiesto ad Acqualatina la restituzione di 18 milioni di euro, e adesso Lei vuole riportare a casa la spa che gestisce il servizio idrico?

“Forse è più semplice di quanto si creda. Veolia ha fatto un aumento di capitale insieme alla Provincia, che si è fatta carico di anticipare le quote dei comuni, cioè i 18 milioni che ora chiediamo. Intorno a questa cifra si possono costruire diversi scenari, ma ci vuole un obiettivo, un disegno. E’ quello che chiedo alla politica: vogliamo ragionare su questi temi? Vogliamo decidere se continuare a convivere con i privati oppure no? E se vogliamo tentare la strada della ripubblicizzazione dell’acqua, facciamolo, ma preservando il patrimonio rappresentato da Acqualatina, altrimenti rischiamo di replicare la disavventura di Latina Ambiente. I partiti devono fare da camera di compensazione tra i sindaci e le comunità del territorio. Siamo in un momento molto delicato e faccio un appello tutta la politica e a chi ha la responsabilità di governo sul territorio, per avviare un confronto e un dibattito nel segno della modernità, del cambiamento e dell’innalzamento della qualità del nostro agire, per riposizionarci su uno standard effettivamente europeo”.

Si rende conto di trovarsi in un contesto avvilente dove non c’è nessun partito e neanche un amministratore pubblico che abbia l’ardire di sposare la causa di una discarica, di un impianto di biometano o di un termoinceneritore? Di quale Europa stiamo parlando?

“E’ per questo che cerco di battermi per avviare una discussione o un confronto sui temi attualissimi dell’energia e della gestione dei rifiuti. Ogni attività industriale ha un impatto ambientale, ma pare nessuno lo veda, e comunque nessuno ne parla. Quando brucia la Soas di Pomezia che danno ambientale provoca? Almeno quello corrispondente a dieci anni di attività di un termoinceneritore, con la differenza sostanziale che il danno della Soas si consuma in una settimana e non in dieci lunghi anni. E non parliamo della farmaceutica e della chimica”.

Mi pare di poter dire che quello di cui la politica di questa provincia riesce a parlare siano le candidature e gli schieramenti, il campo largo o la coalizione stretta per affrontare le elezioni di questo o quel sindaco in questo o quel comune.

“Non so darle torto. Manca chi discute, chi sceglie e chi rischia. Tutti hanno paura di imboccare una strada piuttosto che un’altra. Eppure è abbastanza chiaro a chiunque faccia politica, che i sistemi per acquisire il consenso sono soltanto un paio: pianificare e dare risposte concrete ai problemi della gente, oppure comprare il consenso attraverso le clientele”.

Stefanelli: “Il mio anno più difficile”

Il bilancio del primo anno del secondo mandato per il sindaco: il racconto dei successi politici e la lotta contro il linfoma

<<Mi hanno aiutato i miei figli, la fede e il sostegno della comunità. Ai cittadini dico: non ignorate i segnali che manda il vostro corpo>>

Tempo di bilanci per il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, al termine del primo anno del suo secondo mandato. Da una parte i numeri: 74 sedute della giunta comunale, 309 delibere dell’esecutivo, 12 consigli comunali con 9 delibere e 2459determine. Dall’altra la vita privata e la lotta a un linfoma non hodgikn di tipo b. L’anno forse più difficile della sua vita. <<I primi sintomi sono emersi durante la campagna elettorale poi il 23 dicembre 2021 su mia insistenza feci una pet tac e uscirono fuori delle macchie. Quel Natale è stato il più brutto della mia vita. Temevo un tumore alle ossa. Approfondendo è emerso il problema ematologico. Il 3 febbraio 2023 farò la prima visita di controllo>>.

Un anno affrontato con coraggio, senza mai nascondere la paura. <<I primi a saperlo sono stati i miei consiglieri di maggioranza: ho detto loro che sarebbero stati sei mesi difficili. Pubblicamente non ne ho mai parlato, ma la gente sapeva, e mi si vedeva anche in volto. Sono stato travolto dall’affetto, dalle più alte cariche istituzionali del territorio all’ultimo dei cittadini>>.

E ancora <<Da una parte è come se avessi ignorato la malattia, continuando a fare la mia vita con le dovute attenzioni, ma mi sono comunque accorto che la mia vita era in funzione delle terapie. Avere tante responsabilità come uomo politico mi ha costretto a restare in campo, pur limitando le attività di rappresentanza. E poi ho quattro ragazzi, ho ancora troppe cose da fare. La fede, la fiducia nella scienza e forse anche l’amore per questo territorio mi ha dato la forza per reagire. Non mi sento un esempio, sono stato fortunato. Le ultime analisi sono andate bene, ma devo restare sotto controllo. Mi sento bene, ho ripreso a fare sport ma non abbasso la guardia. Anzi, ai cittadini dico: non sottovalutate i segnali del vostro corpo>>.

E ora la politica. <<Il mio primo mandato – spiega Stefanelli – è stato caratterizzato da una giunta fissa perché avevamo da risolvere numerosi problemi. In questo secondo mandato si alterneranno varie figure: questo per consentire a più persone di fare esperienza amministrativa, perché quando non mi potrò ricandidare il futuro della città sia lasciato in buone mani>>.

Numerosi i progetti pianificanti, che Stefanelli snocciola con orgoglio: <<Sono progetti di urbanistica ambiziosi per la città, che riguardano diverse aree nella città e che sono essenziali per il suo sviluppo, come la riqualificazione dell’area esterna dell’ex Sieci, con l’Urban Park finanziato dal Ministero dell’Interno con 5 milioni di euro del Pnnr. Stiamo correndo per acquisire tutti i pareri tecnici su un’area vincolata dal Ministero dei Beni Culturali. C’è poi il centro storico di Minturno, anche qui stiamo arrivando a bandire la gara con un finanziamento assegnato dalla Regione Lazio. Attendiamo il finanziamento definitivo per il Museo digitale all’interno del Castello Ducale, che ne determinerà una riqualificazione anche strutturale. Altro grande progetto è quello relativo al Parco culturale al Passo del Garigliano, che andrà a gara entro la fine dell’anno., mentre è in itinere lo studio di fattibilità sulla Cittadella dello Sport>>.

Intanto, sono partiti i lavori per la realizzazione della pista ciclabile sul lungomare di Scauri, che cambierà radicalmente la viabilità su un’area strategica per il turismo balneare, che per due anni ha ricevuto l’ambito vessillo della Bandiera Blu. <<Sarà un modo diverso di vivere il lungomare – rimarca il sindaco Stefanelli – Per la prossima estate avremo quindi attivo anche questo altro servizio, come pure la riqualificazione del Parco Recillo, con un finanziamento di un milione di euro>>. Intanto si pensa a Natale, senza rinunciare alle luminarie ma con un occhio al risparmio energetico.

Alleanze, voto e Terzo Polo – L’Agenda Stefanelli per Regione e Comuni

Il Presidente della Provincia ridefinisce il campo largo: “Deve essere quello delle idee, non quello di chi sta assieme per fare numero”.

<<Prima di parlare di campo largo e alleanze bisognerebbe parlare di cosa vogliamo per le nostre città e per la Regione Lazio>>. Il presidente della Provincia e sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli sposta il focus del dibattito in corso, smonta la prosopopea del campo largo che già esiste nel Lazio e lancia l’idea, per le comunali, di coalizioni civiche improntate sul fare, sganciate dall’appartenenza partitica.

<<Da tempo assisto a una politica urlata, dove sembra che ognuno debba spararla più grossa. Una politica fatta di tifoserie non di persone impegnate a fare il bene del proprio territorio. Credo sia arrivato il momento di fermare questa deriva>> esordisce il Presidente Stefanelli. <<Ci sono appuntamenti importanti durante i quali misurare il nuovo percorso. Non possiamo perdere l’occasione>>. Ovviamente il riferimento è alle regionali e alle comunali 2023. <<Sento parlare di campo largo, di alleanza ampia, spesso facendo riferimento al modello Lazio di Zingaretti. Ma nessuno che parli di programmi, di idee, di cose fatte e cose da fare. Prima dobbiamo capire se questa amministrazione regionale ha governato bene>>. E secondo Stefanelli da migliorare c’è parecchio <<La Regione Lazio in questi anni ha penalizzato ancor di più, se possibile, le province. C’è stato un accentramento enorme di poteri in capo a Roma, lasciando minime le competenze dei territori. Ma è qui che si pianifica e si prendono le decisioni. Non si può ridurre il Lazio a Roma Capitale. Prima si pone questo punto e poi del resto. Rifiuti? Che vogliamo fare, come li vogliamo gestire? Io sono contrario a questi atteggiamenti da no precostituiti che tengono fermo tutto il settore. La politica deve decidere, ma sul serio, non per finta. Riconosco all’Amministrazione Zingaretti di aver sistemato il bilancio, ma poi tante cose non vanno e da questo bisogna partire per costruire un’alleanza vincente>>. Stefanelli respinge anche il discorso sul modello Lazio, sul campo largo che già esiste e amministra la Regione. <<L’attuale maggioranza è nata in tempi diversi e non si può considerarla buona per tutte le stagioni. Quando è nata non esisteva il Terzo Polo ad esempio. Ma dobbiamo anche ricordare che Zingaretti non aveva una maggioranza ed è stato costretto a fare accordi>>. Dunque si riparte da zero o quasi, per il futuro. <<Vogliamo capire come costruire alleanze e questo si fa sui progetti. Poi vengono i nomi. Un metodo che va adottato anche nei comuni al voto>>. Dove, spiega Stefanelli, l’obiettivo è costruire coalizioni civiche che mirino al bene della città, facendo le cose, senza necessariamente rispettare gli schemi dei partiti. Penso al modello Aprilia, dove c’è una maggioranza che non è etichettabile politicamente ma che in dieci anni di cose ne ha fatte tante, può portare risultati>>. Per quanto riguarda invece il Terzo Polo, il primo obiettivo sono le regionali. << Lunedì come Italia Viva faremo un’assemblea nel corso della quale confrontarci e pianificare le prossime iniziative>>. Per la regione si lavorerà ad una lista forte, assieme ad Azione. <<Io non sarò della partita, nel senso che non intendo candidarmi – afferma Stefanelli – Sono Presidente della Provincia e continuerò a fare questo. Ma darò certamente il mio contributo per far crescere il Terzo Polo nel nostro territorio. Sono convinto che possiamo arrivare in doppia cifra alle elezioni regionali. I margini di crescita sono enormi>>.

“Un anno di lavoro per crescere ancora” – Il bilancio di Stefanelli

Ottobre 2021 – Ottobre 2022: un anno dell’amministrazione Stefanelli bis.

Che anno è stato il primo della seconda elezione a sindaco di Minturno?

“E’ stato un anno pieno, intenso dal punto di vista politico amministrativo; infatti l’elezione a Presidente della Provincia ha triplicato gli impegni e le responsabilità avendo anche la guida della conferenza dei sindaci e di Ato4. E’ stato purtroppo anche un anno difficile a causa di problemi personali che si stanno risolvendo e questo non mi ha permesso di essere presente come avrei voluto. Ma ciò non ha influito sulla qualità e sulla quantità del lavoro che ha portato avanti l’Amministrazione comunale per la bravura dei miei collaboratori. E non era scontato per una maggioranza nuova e una giunta per 4/5 inedita oltre che rosa”

Quali sono le cose importanti di questi dodici mesi?

“Le cose più importanti per il futuro sono due finanziamenti PNRR: la riqualificazione dell’area esterna alle Sieci con il progetto “Minturno-Re-life: i luoghi dello stare” per i quali ci sono stati attribuiti 5 milioni di euro e gli 800mila euro per la realizzazione dell’asilo a Pulcherini. Inoltre abbiamo ottenuto i fondi per la progettazione del programma di riqualificazione di tutta la zona di Monte d’Oro e per la sistemazione idraulica dei canali che scendono dalle colline. Nel presente invece mi piace ricordare una nuova sensibilità socio-culturale e ambientale. Dalla riapertura dell’asilo nido con ben 25 posti comunali (fino al 2015 erano solo 10), che diventeranno 30 nelle prossime settimane, al ritorno della colonia estiva comunale, dall’accoglienza per il primo anno dei bambini dello Saharawi, alle iniziative come la camminata rosa e le altre tese a sensibilizzare la prevenzione sanitaria; dall’organizzazione del periodo natalizio con le luminarie, il mercatino e la pista di pattinaggio, al magnifico calendario degli eventi estivi; dal cartellone di eventi per il 190° del ponte borbonico al programma annuale di valorizzazione del patrimonio storico archeologico; dalle iniziative ambientali all’abbattimento dell’eco mostro. Va inoltre ricordato che da settembre 2021 l’offerta sportiva cittadina si è arricchita di due nuove discipline: l’atletica e il pattinaggio artistico ( a cui si aggiungerà la ginnastica ritmica) che hanno beneficiato degli investimenti dell’Amministrazione sulle strutture sportive e di nuove modalità di accesso all’impiantistica comunale”.

Circa le opere pubbliche a che punto siamo?

“Quest’anno abbiamo portato a termine il programma di riqualificazione del lungomare nell’area di Monte d’Argento, è appena avvenuta la consegna del cantiere per i lavori di realizzazione della pista ciclabile, abbiamo approvato proprio ieri il progetto della cittadella dello sport in contrada “Faraone” alle spalle del palazzetto, sono terminati i lavori dell’area fitness di Recillo, si stanno ultimando di ampliamento dell’ecocentro comunale, sono in corso i lavori di riqualificazione di largo XX Agosto, sono stati affidati i lavori di messa in sicurezza della parete esterna del castello e la progettazione definitiva del parco culturale del Passo del Garigliano; inoltre abbiamo terminato di rinnovare l’area verde di Fontana Perrelli e andranno in gara entro fine anno i lavori di rifacimento dei vicoli del centro storico, i lavori di rinnovamento dell’intero Parco Recillo, un nuovo consistente lotto di asfalti e la progettazione definitiva dei fondi del PNRR”.

Un cantiere aperto anche nei prossimi anni?

“Sì. Come successe nella prima esperienza di governo: il primo anno si programma e si progetta, nel secondo si finanzia e si affida, nel terzo e nel quarto si realizza e si chiudono le opere. E’ una tempistica scandita dalla normativa contabile tecnica e amministrativa degli enti locali”.

Politicamente parlando invece continuerà l’impegno politico con il Terzo Polo?

“Sicuramente andremo avanti con gli amici che vorranno impegnarsi con noi politicamente oltre che nell’amministrazione della città; ci sentiremo impegnati anche nella prossima tornata regionale, magari (lo dice ridendo) con un’altra proposta rosa”.

Terzo Polo, idee chiare: “Vogliamo essere punto di riferimento del campo moderato”

Stefanelli e Zingaretti illustrano gli obiettivi del nuovo soggetto unitario tra Azione e Italia Viva “Sul territorio la terza via già esiste e amministra”

Puntano ad essere la sorpresa delle elezioni di domenica 25 settembre, in Italia e in provincia di Latina. Il Terzo Polo o Italia sul Serio come si legge sui manifesti elettorali, vuole rappresentare l’alternativa valida a centrodestra e centrosinistra. Azione e Italia Viva sono, in terra pontina, soggetti politici relativamente nuovi. Ma hanno già una classe dirigente che lavora nelle amministrazioni locali. Come il sindaco di Minturno e Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli o come il consigliere comunale di Aprilia Davide Zingaretti. Proprio loro raccontano qual è lo scenario che ha davanti il nuovo soggetto politico e quali sono gli ambiziosi obiettivi che si pone davanti.

“Il nostro è un progetto nuovo, giovane, che punta a costruire un campo moderato – spiega Davide Zingaretti – Abbiamo messo insieme le due esperienze di Italia Viva e di Azione che sul territorio hanno già lavorato singolarmente molto bene per costruire una proposta politica convincente. Nel territorio della Provincia di Latina proseguiremo a lavorare per un programma di azioni capillare e di lunga veduta che ci garantirà di poter rispondere a tutte le annose questioni che riguardano il nostro territorio ma anche di programmare interventi di lungo termine per far sì che la nostra provincia possa fare uno scatto in avanti in termini sociali, economici ed infrastrutturali. Sarà su tematiche ambientali come gestione dei rifiuti e del servizio idrico, potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti (necessarie per sostenere lo sviluppo economico del territorio), ricostruzione del tessuto sociale e culturale nelle città che costruiremo un progetto politico condiviso che possa concretizzare ciò che avviene a livello nazionale, il tutto tenendo sempre ben saldi degli obiettivi fondamentali come l’incremento dell’occupazione giovanile, una migliore qualità della vita e il recupero degli spazi centrali dei nostri comuni per cultura, turismo e unità sociale”.

Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli conferma e aggiunge: “Già dopo il 25 settembre avremo l’appuntamento delle elezioni regionali che rappresenta un altro importante bano di prova per il neonato movimento. Auspico dunque che il Terzo Polo sia presente in forma unitaria anche nel Lazio. Le regionali sono elezioni che i cittadini sentono molto vicine a loro e la possibilità di scegliere in modo diretto i propri rappresentanti è qualcosa che incentiva alla partecipazione. Vogliamo rafforzarci sul territorio e diventare protagonisti anche sullo scenario provinciale. Serve una terza via tra destra e sinistra. E se guardiamo lo scenario provinciale già esiste una terza via ma attende un partito che la rappresenti. Il campo moderato è ampio ma non ha da anni un punto di riferimento politico. Lo stesso civismo presente sul nostro territorio è per noi un riferimento. Lo è il civismo del fare, non certo quello ideologico che troppo spesso ha sfruttato la parola civica per mascherare la propria appartenenza politica. Dialoghiamo col civismo che porta risultati, che sa ben amministrare e dà risposte ai cittadini”.

Le chances sul territorio sembrano concrete agli occhi degli esponenti del Terzo Polo. “Vogliamo essere motivanti e aggreganti, soprattutto per i giovani che non si identificano con la sinistra e con la destra – dice Stefanelli – il Terzo Polo propone una politica fatta di ideali ed entusiasmo e passione. Sono convinto che la sfida sia quella giusta: un grande risultato il 25 settembre e poi anche in provincia di Latina”.

Questo mercoledì a Latina arriva Carlo Calenda e già sono passati Maria Elena Boschi e Marietta Tidei. Segno che il territorio è fondamentale per Azione e Italia Viva. “E’ la dimostrazione di come i rapporti umani siano solidi tra noi esponenti locali e i vertici nazionali. Io sono da anni il punto di riferimento di Italia Viva, Davide è stato tra i più importanti componenti della squadra che ha aiutato Calenda nella campagna elettorale di Roma strappando un risultato straordinario”.

Stefanelli si schiera “Costruiamo la casa dei moderati”

Il Presidente della Provincia parla di una sua eventuale candidatura e del radicamento del Terzo Polo

L’alleanza tra Azione e Italia Viva non può che rilanciare la figura di Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno e Presidente della Provincia, l’uomo più in vista sul territorio per il partito di Matteo Renzi. Sarà candidato alla Camera? Al momento glissa, ma non sembra davvero interessato. Ma l’accordo e la conseguente nascita del Terzo Polo alternativo a centrodestra e centrosinistra, ha galvanizzato Stefanelli, gli ha ridato entusiasmo.

Presidente Stefanelli, finora è rimasto in silenzio, ma ora che è nato il Terzo Polo in molti si attendono una sua candidatura?

“Non sono rimasto in silenzio, ho semplicemente continuato a dedicarmi al 100% ai miei ruoli istituzionali, anche perché sia come sindaco che come Presidente della Provincia di Latina nelle ultime settimane abbiamo preso decisioni cruciali per i nostri cittadini. Al momento non si è parlato di una mia candidatura, se dovessero chiedermelo ne parlerò con i leader nazionali. Ma in questo nuovo scenario quello che più mi coinvolge non è l’esito del 25 settembre, ma il futuro di un nuovo soggetto politico agognato da tanto tempo sul nostro territorio, non solo a livello nazionale.

Parla per lei o in nome di un fronte più ampio?

Ovviamente parlo per me, d’altronde non ho mai smesso di essere un esponente di Italia Viva. Ma dopo l’assist di Renzi a Calenda ho iniziato a ricevere decine e decine di telefonate di esponenti politici del nostro territorio entusiasti e interessati al progetto del Terzo Polo. Certo, in provincia di Latina manca una guida e va trovata in fretta.

Se non può dirci se si candiderà alla Camera, almeno può dirci se si sta candidando a essere lei questa guida?

A me non interessano i protagonismi. Questa non è una corsa personale, né può essere una corsa solitaria di chiunque decida di affrontarla. Quello che posso affermare con convinzione ed entusiasmo è che ho una grande voglia di agire e far sì che la politica sul nostro territorio torni ad essere realmente viva senza capi popolo o fazioni.

Crede che il Terzo Polo possa attecchire in provincia di Latina?

Le dico molto di più, credo che già esista da tempo, ma non abbia mai trovato il giusto progetto politico per aggregarne le forze, le idee e radicarlo nei singoli comuni. Basti considerare le svariate combinazioni e alleanze partitiche che governano i Comuni della nostra Provincia. Manca una coerenza progettuale e moderata. Finalmente, con l’accordo Renzi-Calenda, parliamo di un Terzo Polo fatto di ideali moderarti comuni e, cosa ancora più importante, di un modo di fare più vicino alle persone.

Davvero ci si può opporre al bipolarismo odierno?

E’ un dovere farlo. Anche perché il cambiamento non nasce da un giorno all’altro, ma va costruito. Le parole d’ordine sono: pragmatismo, serietà, conoscenza delle problematiche e delle opportunità per essere sempre un passo avanti. Io questa sfida l’ho già colta e credo che come me in molti verranno alla luce e abbracceranno il progetto del Terzo Polo.

Stefanelli candidato per Montecitorio? Possibile la sua discesa in campo

Il Sindaco e Presidente della Provincia corteggiato da Italia Viva di Matteo Renzi e tentato dal leader di Azione Carlo Calenda

E se in campo alle prossime elezioni politiche scendesse in campo anche il sindaco di Minturno, nonché Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli? L’interrogativo si pone, anche perché se il primo cittadino accettasse sarebbe sicuramente candidato, ma i dubbi di Stefanelli rimangono, anche se sull’argomento mantiene la massima riservatezza.

Va comunque detto che i contatti ci sono ed anche frequenti per l’unico sindaco di Italia Viva, lo schieramento di Matteo Renzi, che vorrebbe in lista Stefanelli per tutti i collegi della provincia. Un’aspirazione giustificata da parte del leader politico toscano, in considerazione delle posizioni conquistate dallo stesso Stefanelli, netto vincitore delle elezioni a Minturno ed eletto poco dopo al vertice del consiglio provinciale di Latina.

Ma a fare la corte al massimo esponente del Comune aurunco c’è anche Azione, il movimento guidato da Carlo Calenda, al quale, e non è un mistero, interessa il sindaco minturnese, in quanto la sua presenza radicherebbe il suo movimento sul territorio e proverebbe a conquistare un seggio proporzionale alla Camera. Al PD ciò potrebbe interessare come candidato di coalizione in quota Azione al collegio uninominale della Camera, che è blindato per il centro-destra. Ma la presenza di Stefanelli potrebbe essere utile per rosicchiare da Terracina a Cassino consensi al centro-destra.

E’ chiaro che si tratta di ipotesi che potrebbero verificarsi, ma va altresì rimarcato che al Sindaco-Presidente non dispiacerebbe affatto iniziare un percorso di impegno partitico di prospettiva. E in questo momento la sua figura è di rilievo, in considerazione degli incarichi che sta ricoprendo. Uno dei dubbi di Stefanelli riguarda la presidenza della Provincia, che dovrebbe lasciare comunque in caso di candidatura. Una decisione di non poco conto dopo il lavoro di impostazione avviato in questi primi sei mesi.

L’altra perplessità è dettata invece dall’eventuale ricaduta che una sua candidatura alle politiche potrebbe avere sugli equilibri di maggioranza di Minturno che lo sostiene, soprattutto in un momento in cui si stanno mettendo sul tavolo progetti importanti, sui quali c’è stato un lavoro in atto da anni, come è il caso delle Sieci a Scauri, tanto per fare un esempio.

Dubbi che, comunque, verranno sciolti già nei prossimi giorni, durante i quali, però, potrebbe esserci qualche altra sorpresa; sorpresa che si chiama Elisa Venturo, attuale vicesindaco minturnese e coordinatrice del circolo Italia Viva, la quale, nelle ultime elezioni comunali, ha riportato un risultato lusinghiero, che potrebbe essere schierata per intercettare consensi anche nel popolo di centro-destra, ma anche per tastare le sue potenzialità, in vista di altri possibili incarichi futuri a livello di Amministrazione locale.

In definitiva c’è ancora tanta carne sul fuoco…

Rifiuti, riunione tra Presidente della Provincia e sindaci, Stefanelli: “Al lavoro in vista dell’entrata in vigore della legge su Egato”

Si è tenuta questa mattina in videoconferenza, su iniziativa del presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, una riunione dei sindaci pontini in materia di gestione del ciclo dei rifiuti in vista dell’entrata in vigore della legge regionale sugli Egato.

Si è trattato di un confronto produttivo che ha preso spunto da alcuni dati numerici sulla produzione e i costi della raccolta rifiuti allo stato attuale. Ai sindaci Stefanelli ha chiesto di iniziare a lavorare fin da ora affinché il territorio pontino si faccia trovare pronto quando da parte della Regione sarà stato portato a termine l’iter della nuova legge sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

“Spetterà alla Regione – ha sottolineato il presidente – convocare l’assemblea dei sindaci per eleggere il presidente e pii procedere con l’approvazione dello Statuto ma la situazione attuale ci richiama all’esigenza di iniziare a immaginare i possibili scenari per la costituzione degli Egato. E’ importante anche considerare fin da ora il futuro delle società e dei soggetti che oggi nei singoli Comuni si occupano della gestione dei rifiuti e in alcuni casi anche dei servizi di igiene urbana”.

Il presidente della Provincia e i sindaci hanno inoltre preso atto di una relazione del commissario straordinario ai rifiuti Illuminato Bonsignore che sarà esaminata e approfondita nei prossimi giorni. Nel frattempo Stefanelli ha annunciato che darà mandato agli uffici di via Costa di acquisire dai singoli Comuni tutti i dati relativi al ciclo dei rifiuti per fornire un quadro il più possibile dettagliato a sindaci per supportarli nelle loro decisioni.