FINANZIATO CON 195 MILA EURO IL TERZO STRALCIO PER IL POTENZIAMENTO DELL’ECOCENTRO DI RACCOLTA COMUNALE. SINDACO STEFANELLI: “DALLE BONIFICHE INIZIALI ALLA MODERNIZZAZIONE FINALE, STIAMO RISCRIVENDO LA STORIA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI A MINTURNO”

Un risultato di grande rilievo per le politiche ambientali consolida il percorso virtuoso intrapreso dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Gerardo Stefanelli. Il Comune di Minturno ha vinto un finanziamento cruciale di 195 mila euro dalla Provincia di Latina, collocandosi con merito al terzo posto assoluto nella graduatoria del bando dedicato al potenziamento della raccolta differenziata, alla prevenzione e al riutilizzo dei rifiuti urbani. Questa importante iniezione di risorse è destinata alla realizzazione del terzo stralcio dei lavori per l’ammodernamento dell’Ecocentro di raccolta comunale.

Il Sindaco Stefanelli sottolinea il significato profondo di questo successo: “Questo traguardo è la prova tangibile della validità della nostra visione e della determinazione con cui perseguiamo il metodo del buon governo. Attraverso questo terzo e fondamentale stralcio, completiamo il potenziamento dell’Ecocentro per garantire alla comunità servizi moderni e all’avanguardia. Concretizziamo, passo dopo passo, l’obiettivo di un sistema ambientale organizzato, pulito ed efficiente: dalle bonifiche iniziali alla modernizzazione finale, stiamo riscrivendo la storia della gestione dei rifiuti a Minturno”.

Il finanziamento provinciale di 195 mila euro permetterà di realizzare una serie di interventi che garantiranno la piena funzionalità, sicurezza e modernità dell’Ecocentro. Le risorse saranno impiegate per innalzare il livello di sicurezza e logistica e per il completamento della superficie di stoccaggio, con annessa segnaletica a terra a delimitare con precisione l’area di deposito dei cassoni. Parallelamente, si procederà al perfezionamento dell’impiantistica e dei servizi. Sarà completato il sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche, potenziato l’impianto di illuminazione dell’area con l’installazione di nuovi pali luce e riflettori, e implementato un sistema di videosorveglianza per il controllo dell’accesso e dell’attività. Un impegno significativo per la comunità sarà l’installazione di quattro Case dell’acqua, per la distribuzione di acqua potabile, che saranno collocate nelle frazioni: un’azione che mira a incentivare il riutilizzo e a ridurre concretamente il consumo, altamente impattante, di bottiglie di plastica monouso.

Dalle criticità ereditate alle politiche virtuose delle Amministrazioni Stefanelli: il confronto

Questo percorso di risanamento e sviluppo, passando attraverso il primo e il secondo stralcio di interventi, segna una netta e decisiva inversione di rotta rispetto alla situazione di grave disfunzionalità ereditata dalle Giunte precedenti. Risalendo indietro di oltre un decennio, prima ancora delle Amministrazioni Stefanelli, la gestione dei rifiuti a Minturno era ancora legata a un sistema obsoleto, improntato alla raccolta stradale con cassonetti nelle aree pubbliche. Questa modalità era fonte costante di degrado, incuria, odori sgradevoli e, soprattutto, non consentiva alcun controllo sul corretto conferimento, con la conseguente lievitazione dei costi di smaltimento che si traducevano inevitabilmente in un impatto negativo sulla tariffa a carico dei cittadini.

A ciò si aggiungeva un ritardo strutturale cronico: “Non solo mancava un Ecocentro a norma, ma la stessa cultura della differenziata era assente – ricorda il Sindaco Stefanelli – Non venivano applicati i suoi principi all’interno degli uffici pubblici, a partire dalla Casa Comunale, passando per gli edifici scolastici che erano ancora sprovvisti dei contenitori per separare carta e plastica. Allo stesso modo, mancava qualsiasi iniziativa di incentivo a differenziare i rifiuti per le attività commerciali come gli stabilimenti balneari e le attività ristorative”. Un quadro di inerzia amministrativa la cui gravità fu accentuata dal mancato utilizzo di cruciali finanziamenti: si vide infatti svanire un’opportunità di sviluppo fondamentale, ossia i 480 mila euro che proprio Gerardo Stefanelli, allora Assessore provinciale all’Ambiente, aveva specificamente stanziato per la realizzazione di isole ecologiche nel Comune di Minturno. L’ingresso dell’Amministrazione Stefanelli ha permesso di riattivarle e sbloccarle per destinarle, finalmente, verso il loro obiettivo originale di sviluppo infrastrutturale.

Oggi, grazie alla capacità di programmare, di individuare le soluzioni e alla determinazione delle Amministrazioni Stefanelli, Minturno ha un Ecocentro bonificato e moderno ed è pienamente operativa la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale: “Le politiche virtuose che abbiamo messo in campo hanno trasformato un’eredità problematica e costosa in un modello di gestione ambientale all’avanguardia, a beneficio del decoro urbano e paesaggistico, e soprattutto della qualità della vita di tutta la comunità” commenta il Sindaco Stefanelli.

Il cammino del risanamento dell’Ecocentro: dal primo al secondo stralcio

Il traguardo odierno si inserisce in una traiettoria di risanamento e potenziamento dell’Ecocentro, iniziata da lontano e programmata su più fasi, che ha visto un investimento complessivo di oltre 883 mila euro per i primi due stralci.

Il primo stralcio dei lavori, del valore di oltre 447 mila euro (di cui 186 mila euro da fondi provinciali, 290 mila euro da fondi comunali e una parte residua stanziata dal CIPE) e completato nel settembre 2022, si è caratterizzato come un’opera di fondamentale importanza e complessità, concentrandosi sul risanamento dell’area da una pesante eredità: i tre silos dismessi che contenevano fanghi da depurazione. La priorità assoluta ha riguardato lo smaltimento di questi rifiuti, un’operazione che ha richiesto anche l’impegno di risorse comunali per finanziare le complesse fasi di prelievo, campionamento e caratterizzazione dei fanghi, essenziali per individuare il corretto sito di conferimento. Si è reso necessario estendere le indagini a causa della diversa consistenza dei rifiuti (liquida in alto e solida in basso), procedendo poi con la demolizione controllata della parte superiore delle vasche per consentire l’accesso e l’estrazione totale dei materiali contenuti. Solo dopo lo svuotamento completo si è potuto procedere alla demolizione delle strutture e alla creazione delle nuove piazzole di stoccaggio, un’azione che ha permesso la messa a norma dell’Ecocentro e la sua riapertura a una regolare fruizione da parte dei cittadini.

Il secondo stralcio di opere, finanziato interamente con 406 mila euro da fondi provinciali e ultimato nell’aprile 2025, è proseguito nel segno della modernizzazione e della mitigazione dell’impatto ambientale. L’attenzione si è focalizzata sulla sostituzione della vecchia recinzione con una nuova struttura che integra schermature fonoassorbenti per ridurre l’impatto acustico sull’ambiente circostante. È stato rinnovato il cancello d’ingresso e creato un ulteriore accesso per ottimizzare e regolamentare i flussi veicolari. L’opera ha incluso la realizzazione di nuove pavimentazioni, l’insonorizzazione del capannone esistente, l’installazione di due barriere automatiche in entrata e uscita, la sistemazione dei cavidotti e il rifacimento del sistema di regimentazione idrica, culminato con la realizzazione del nuovo impianto di trattamento delle acque di prima pioggia. Un elemento chiave è stata la creazione dell’area destinata al Centro del Riuso.

Rifiuti, impianti e discarica, Stefanelli: servono i progetti

Il Presidente della Provincia: da tempo sostengo che non spetti a noi individuare le aree, facciamo solo una pianificazione

“Non ho ancora avuto modo di leggere il dispositivo. Lo farò domani(oggi per chi legge, nrd) assieme ai dirigenti dell’ente”. Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli non è comunque sorpreso dalla sentenza del Tar sulla questione discarica. Anche perché uno dei concetti espressi dai giudici è da tempo ripetuto da Stefanelli stesso. “Io ho sempre detto che non spetta alla Provincia dire dove si fa la discarica. Noi abbiamo una competenza di pianificazione, cioè possiamo e dobbiamo individuare le aree idonee. Ma poi, per realizzare qualcosa, c’è bisogno di un progetto concreto. E questo lo fanno i privati o lo fanno i comuni, consorziandosi”.

Un punto che è centrale anche nel ragionamento del Tar, che infatti ha cassato la delibera del commissario straordinario nominato dalla regione e pure quella della Provincia. In sostanza il lavoro effettuato negli anni scorsi dalle conferenze dei sindaci, durante la consiliatura che vedeva Presidente Carlo Medici, è stato azzerato. Il tutto si aggiunge alla mossa della Regione Lazio che ha avviato una revisione complessiva del piano dei rifiuti, azzerando quello dell’era Zingaretti, noto in particolare per la creazione dei cosiddetti enti d’ambito.

Il principio più importante stabilito dal Tar, comunque, rappresenta anche un monito a sindaci e politica in generale. La realizzazione degli impianti per la gestione del ciclo dei rifiuti è innegabile ma affinché siano a gestione pubblica serve dapprima che nasca un soggetto in grado di realizzarli e poi gestirli. Non è sufficiente dire: faremo tre impianti, di cui uno adibito a discarica, nelle aree idonee. Bisogna anche avere dei progetti concreti. Altrimenti è chiaro e anche legittimo, che impianti e discarica finiscono per essere realizzati dai privati. Un concetto che appare semplice ma che spesso viene strumentalizzato dalla politica, vittima di quella sindrome nimby per la quale gli impianti servono ma andrebbero realizzati più lontano possibile dal proprio recinto elettorale.

Stefanelli: “Costruiamo un ente più forte, ai nostri comuni manca la cultura del lavorare insieme”

“Una Provincia più forte, più moderna. più efficiente”. Ge­rardo Stefanelli, Presidente dell’Ente di via Costa, traccia il bilancio del suo primo anno al vertice. Eletto Il 18 dicembre del 2022, ha vissuto “Un anno non facile per vicende persona­li, e per il fatto che dopo sei me­si metà del Consiglio e cambia­ta per le cadute dei Comuni di Latina e di Terracina”.

Stefanelli elenca i numeri di un anno di lavoro, a partire da «26 milioni di euro per 44 richieste di finanziamento ai fondi Pnrr per l’edilizia scolastica, di cui 6 conclusi. 14 in corso, 19 con ga­ra d’appalto in corso». Ma le scuole sono solo una delle com­petenze principali della Provin­cia: sulla viabilità ad esempio, con 13 milioni di euro investiti sulla manutenzione, ordinaria e straordinaria: il potenzia­mento dell’Ente stesso, con le assunzioni di personale. «le prime dal 2014», con concorsi avviati per le unità nell’immediato e altrettante nel corso del 2023 tra Istruttori amministra­tivi e dirigenti tecnici; la digita­lizzazione con un nuovo sito
web e un piano operativo specifico per la comunicazione sui social. Poi un tema cui Stefa­nelli tiene in modo particolare, «la Provincia come casa dei Co­muni». con l’Ente di via Costa che si pone come centrale di committenza unica per gli ac­quisti in favore delle ammini­strazioni comunali; anche se, ad aderire sono stati Sermone­ta e Itri. E gli altri? I nostri Co­muni non hanno la cultura per lavorare insieme e hanno spesso paura di perdere il controllo su un pezzettino di competenza». E poi il risparmio energeti­co. con 38 impianti su 46 scuo­le ammodernati per un rispar­mio del 35% di energia. sebbe­ne la bolletta – con gli aumenti registrati nel 2022 – sia passata da 1,8 a 3,6 milioni di euro.

Non mancano però le critiche ad altri enti, in primo luogo al­la Regione sul tema del ciclo dei rifiuti. Stefanelli ricorda che «ero commissariato ancora prima di diventare Presiden­te» e la circoscanza che «oggi c’è un’improvvisa sospensione delle procedure per l’insedia­mento degli Egato a causa delle polemiche sugli organi di ge­stione. Ma gli Egato sono fon­damentali, per una pianificazione rispettosa dell’ambiente e al tempo stesso virtuosa dal punto di vista economico: l’Egato può far governare il ci­clo senza bisogno che ci sia unanimità tra i sindaci». Ed è critico anche in relazione alla missiva della Regione che, un paio di settimane fa, invitava la Provincia a valutare anche ini­ziative private per il sito di stoc­caggio del secco residuo: «I no­stri dirigenti hanno risposto tecnicamente agli uffici, e io ho risposto al Vice Presidente del­la Regione, ricordando che noi non facciamo gli imprenditori: se un imprenditore vuole fare una discarica, sta a lui indicare un sito: ci sono purtroppo per­sonaggi che forse non contenti della mole di lavoro sviluppata, vogliono aumentarla, anche facendo pressioni. Questo sarà oggetto di riflessione da parte della comunità delle pubbliche amministrazioni per capire se ci siano spazi per un interven­to”.

Infine, il Presidente apre una polemica anche sulla vicenda Al Karama: “Mentre la Provincia ha messo a disposizione l’ex Rossi Sud, sospendendo anche il bando per l’incubatore di impresa, e il commissario ha avviato gli atti per il nuovo sito, non ho visto il terzo settore, non ho visto soluzioni alternative. Dov’è la società civile?”

“Provincia agile e moderna”. Sui rifiuti monito a sindaci e Regione

Bilancio di fine anno del Presidente che invita anche il Comune a risolvere il problema Al Karama: “Situazione insostenibile”

«La Provincia è oggi un ente più forte, moderno e veloce e que­sto grazie al grande lavoro fatto in questi mesi dall’an1ministrazio­ne e dai dipendenti». Il presiden­te della Provincia Gerardo Stefa­nelli ha tracciato ieri mattina un bilancio del 2022, primo anno che
lo ha visto alla guida dell’ente di via Costa. 1,,folti gli investimenti effettuati in particolare nella ma­nutenzione delle strade provin­ciali, nell’ambiente e nell’edilizia scolastica.
«Abbiamo presentato 44 ri­chieste di finanziamento per oltre 26 milioni di euro dal Pnrr. Al mo­mento, tra gli altri, 6 interventi sono stati completati, per un valore di 1,1 milioni, 14 interventi sono in corso per 6,7 milioni e 19 sono i gara d’appalto per 13,3 milioni di euro» ha spiegato il presidente Stefanelli. «Per le scuole abbiamo investito 1 milione di euro per la manutenzione delle scuole». Il Presidente della provincia ha sot­tolineato in particolare «l’impor­tanza di implementare la pianta organica dell’ente con le assun­zioni. 14 persone sono state as­sunte nel 2022, altre 14 le assume­remo nel 2023». E poi ancora l’in­novazione, con l’implementazio­ne dei servizi digitali per un ente che si avvicina quanto più possi­bile ai cittadini. Sul tema dei rifiuti il presiden­te ha confermato di aver scritto una missiva alla Regione per chie­dere di accelerare la costituzione degli Ato dei rifiuti così da avere finalmente l’ente che può decide­re su impianti e siti. «Abbiamo av­viato la Vas che riguarda l’intero piano provinciale dei rifiuti, non solo le tre aree individuate dal commissario prefettizio. Io credo che spetti ai comuni, ai sindaci, attraverso l’Egato, scegliere dove realizzare cosa e come gestirlo. Ma purtroppo succede che non tutti sono disposti a realizzare sul proprio territorio una discarica. Ma se i comuni non si muovono, alla fine arriva il privato a realiz­zarla. Non ci sono alternative». Una questione delicata, attorno a cui nei prossimi mesi ruoterà molto del destino dell’ente e della classe poilitica provinciale.
Uno sfogo, infine, sulla que­stione di Al Karama. «Ci sono bambini che stanno alla ex Rossi sud da mesi, abbandonati da tut­ti, che non riescono nemmeno ad andare a scuola. Assieme alle loro famiglie sono stati messi lì per una sistemazione temporanea. Nessuno più se ne occupa. Senza intenti polemici, è una situazione insostenibile. Possibile che solo la Provincia abbia spazi? Che non si trovino sistemazioni più adegua­te? Dov’è il terzo settore? Ricor­diamoci che lì ci sono persone e ci sono bambini». I residenti del campo Al Karama si trovano all’ex Rossi dal luglio scorso dopo l’in­cendio che ha reso inutilizzabile il campo rom di Borgo Bainsizza.

Ato rifiuti, lo scontro e gli equilibri politici

Il rinvio deciso dalla Regione Lazio fa ancora discutere

Sulla vicenda delle nomine per l’ente d’ambito dei rifiuti è nato un interessante scambio di punti di vista tra il Presidente della Provincia Gerarxdo Stefanelli e i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia Luigi Vocella e Pasquale Cardillo Cupo.

I consiglieri accusano Stefanelli di fretta sospetta nella nomina dei vertici dell’Ato e dunque costituire immediatamente l’ente che dovrà gestire il sistema complesso dei rifiuti. Questo perché il Presidente della Provincia s’è espresso più volte contro il rinvio della convocazione delle assemblee che dovrebbero nominare i componenti degli Ato, deciso dalla Regione Lazio a dopo le elezioni. “La fretta del Presidente Stefanelli di nominare ivertici dell’Egato provinciale conferma la logica della spartizione delle poltrone che cura più gli interessi di qualcuno che quelli di tutti – rivelano Cupo e Vocella – A tempo scaduto, il centrosinistra cerca di ipotecare la propria sopravvivenza, evidenziando quello che è un centro di potere e non una proposta politica. Non c’è alcuna fretta ma c’è bisognodi responsabilità e di correttezza. Tra meno di due mesi si vota e a quel punto chiunque sarà il vincitore avrà l’onere e l’onore di scegliere le persone per gestire i servizi, presentandosi nuovamente al giudizio popolare alla fine della consiliatura. Stefanelli e il centrosinistra manifestano ancora una volta che aspirano a governare prescindendo dal consenso popolare”.

Il Presidente Stefanelli replica così: “Stupisce che i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia ignorino completamente la legge sugli Egato e le regole che sovrintendono al loro funzionamento. Dovrebbero sapere che gli organismi direttivi degli Egato vengono eletti dai sindaci e non dai Consigli regionali. I due consiglieri, probabilmente inebriati dal successo elettorale della loro leader nazionale, pensano di poter disporre delle leggi regionali e degli organismi pubblici a loro piacimento senza sottostare ai meccanismi sanciti invece da una legge approvata dal Consiglio regionale. Forse il Gruppo di Fratelli d’Italia ha intenzione di commissariare la democrazia – aggiunge Stefanelli – e decidere a proprio piacimento quello che la legge rimette invece alle decisioni di sindaci democraticamente eletti nonostante il pensiero di due consiglieri un po’ distratti”.

Il nodo, effettivamente, ruota attorno alla questione sindaci, da sempre nervo scoperto di Fratelli d’Italia che non ne esprime nessuno in provincia nelle città maggiori. E che dunque, con un voto ponderato, rischia di non avere ruoli di potere all’interno dell’Egato, a tutto vantaggio non tanto del centrosinistra, quanto dell’alleato Forza Italia.

Nomina vertici Egato, Stefanelli: “La nomina spetta ai sindaci, lo dice la legge”

“Stupisce che i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia ignorino completamente la legge sugli Egato e le regole che sovrintendono al loro funzionamento. Dovrebbero sapere che gli organismi direttivi degli Egato vengono eletti dai sindaci e non dai Consigli regionali. I due consiglieri, probabilmente inebriati dal successo elettorale della loro leader nazionale, pensano di poter disporre delle leggi regionali e degli organismi pubblici a loro piacimento senza sottostare ai meccanismi sanciti invece da una legge approvata dal Consiglio regionale”.

Lo dichiara il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli intervenendo sulla futura nomina dei vertici Egato, organismo che sarà chiamato a gestire il ciclo dei rifiuti.

“Forse il gruppo di Fratelli d’Italia ha intenzione di commissariare la democrazia – aggiunge Stefanelli – e decidere a proprio piacimento quello che la legge rimette invece alle decisioni di sindaci democraticamente eletti nonostante il pensiero dei due consiglieri un po’ distratti”.

EGATO, Stefanelli risponde a FdI: “Nomina CDA spetta ai Sindaci, sono distratti”

Nomina vertici Egato, il Presidente della Provincia Stefanelli risponde a Fratelli d’Italia: “La nomina spetta ai sindaci, lo dice la legge“

“Stupisce che i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia ignorino completamente la legge sugli Egato e le regole che sovrintendono al loro funzionamento. Dovrebbero sapere che gli organismi direttivi degli Egato vengono eletti dai sindaci e non dai Consigli regionali.

I due consiglieri, probabilmente inebriati dal successo elettorale della loro leader nazionale, pensano di poter disporre delle leggi regionali e degli organismi pubblici a loro piacimento senza sottostare ai meccanismi sanciti invece da una legge approvata dal Consiglio regionale”. 

Lo dichiara il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli intervenendo sulla futura nomina dei vertici Egato, organismo che sarà chiamato a gestire il ciclo dei rifiuti.

“Forse il gruppo di Fratelli d’Italia ha intenzione di commissariare la democrazia – aggiunge Stefanelli – e decidere a proprio piacimento quello che la legge rimette invece alle decisioni di sindaci democraticamente eletti nonostante il pensiero dei due consiglieri un po’ distratti”. 

A stretto giro è arrivata la risposta dei consiglieri provinciali Pasquale Cardillo Cupo e Luigi Vocella (Fratelli d’Italia): “Al Presidente Stefanelli vogliamo dire che la norma  sugli Egato noi la conosciamo bene e conosciamo bene anche le dinamiche regionali. Intanto giova ricordargli che sono state proprio le proteste di Fratelli d’Italia ad indurre la Regione a sospendere le convocazioni delle assemblee dei sindaci per le nomine dei vertici degli Egato. Mentre ribadiamo di non comprendere la fretta di Stefanelli nel chiedere alla stessa Regione, che a suo avviso è estranea alla procedura, di convocare i sindaci.
Noi non abbiamo nessuna intenzione di commissariare la democrazia, anzi, proprio per rispetto degli elettori chiediamo che si attenda il voto invece di procedere con nomine a tempo scaduto.

Mancano meno di due mesi, non sarà certo questo breve lasso di tempo a porre rimedio alle tante emergenze cui la Regione finora non ha saputo trovare soluzioni in 10 anni, una su tutti la questione rifiuti. Il nostro pensiero è chiaro: siamo contro questo poltronificio concepito per sistemare gli amici degli amici e dal Presidente Stefanelli non accettiamo né lezioni di democrazia né di amministrazione”.

Ato dei rifiuti, Stefanelli: necessari per decidere cosa fare

Il nodo Il presidente della Provincia chiede alla Regione di convocare le assemblee. «Solo così possiamo muoverci»

Non molla il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli. E rilancia la battaglia con la Regione Lazio affinché l’ente romano provveda a convocare le assemblee dei sindaci che dovranno scegliere i componenti che guideranno l’Ato provinciale dei rifiuti. Il punto della situazione è il medesimo: ad oggi l’unico ente d’ambito che si è insediato, eleggendo i propri componenti è quello di Frosinone. Ma già nelle ore che hanno preceduto quelle nomine, l’opposizione di centrodestra in Regione ha fatto fuoco e fiamme contro questi organi direttivi, definendoli un poltronificio. L’eccesso di polemiche ha portato il Presidente vicario Daniele Leodori ad annunciare un rinvio delle assemblee nelle altre province, fino a dopo le elezioni. Una mossa che non è piaciuta a Stefanelli, che ieri ha chiarito il concetto anche in commissione.

“Sono gli Egato che esercitano le funzioni regionali sui rifiuti all’interno della propria provincia. Discarica e impiantistica quindi sono di loro competenza. D’altronde, la Provincia di Latina ha sempre fatto la sua parte. Già nel 2018 approvò un piano provinciale dei rifiuti che la Regione Lazio fece suo approvandolo successivamente nel 2020. Dunque, il nostro compito è sempre stato quello di pianificare e non di individuare i siti, ma le “aree”. Queste le parole pronunciate ieri dal Presidente davanti alla Commissione Sviluppo e Tutela del Territorio convocata quest’oggi dalla consigliera Anna Ciccarelli. Argomento in discussione: Aggiornamento sullo stato della procedura per la chiusura del ciclo sui rifiuti della Provincia di Latina.

Il Presidente Stefanelli ha anticipato così che ha preparato una missiva al Presidente della Regione Lazio Leodori, nella quale ribadisce il ruolo e i compiti che spettano alla Provincia e quelli che spettano alla Regione.

Ricordando che un suo commissario, nella persona del dottor Illuminato Bonsignore ha già individuato tre siti sul territorio provinciale: Aprilia e Cisterna (ci sono in atto comunque dei ricorsi al Tar) idonei alla realizzazione di impianti dei rifiuti. In questa missiva, il Presidente Stefanelli richiama anche la regione alle proprie responsabilità. Come convocare i sindaci dell’Egato entro il 29 gennaio prossimo perché spetta proprio a quest’ultimo il compito di organizzare e gestire il ciclo integrato dei rifiuti della provincia pontina.