La Provincia riattiva l’iter per la discarica: via alla Vas per i tre siti scelti dal commissario

Stefanelli firma l’atto per avviare le verifiche sull’ex Goodyear e sulle cave di Aprilia e Cisterna, saranno gli uffici a valutare se le aree sono idonee per ospitare gli impianti di smaltimento dei rifiuti

La Provincia di Latina riattiva il percorso per l’individuazione di una discarica, avviando il processo di Valutazione strategica ambientale (Vas) per i tre siti indicati dal commissario per l’emergenza rifiuti: ex Goodyear e cava di Scavilana a Cisterna e la cava di Aprilia in zona Pontoni.

E’ questo in sintesi quanto contenuto nel decreto n. 78 del 21 novembre del Presidente Gerardo Stefanelli, con il quale si è provveduto “all’aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti” approvato con delibera di Consiglio dell’11 aprile 2018, sulla base delle indicazioni fornite dall’atto commissariale del 16 giungo, che individuano appunto queste tre aree come quelle maggiormente idonee nel territorio pontino per ospitare un impianto di smaltimento dei rifiuti. Con il decreto del 21 novembre si dà dunque mandato ai dirigenti dei settori Ecologia e Tutela del Territorio e Pianificazione Territoriale, ognuno per quanto di competenza, di eseguire gli atti necessari per attivare l’iter ed arrivare ad una decisione definitiva. Una scelta che sembra ormai necessaria, visto che è la stessa Provincia a ricordare che nell’Ato di Latina al momento “non ci sono impianti di discarica attivi” e che meno di un mese fa la Regione Lazio ha comunicato l’emergenza rifiuti per il territorio pontino, a seguito dell’imminente esaurimento dei volumi disponibili nella discarica di Viterbo per i gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani dell’Ato di Latina(Rida Ambiente, Refecta e Csa). Dunque chi si aspettava che l’Ente di via Costa sposasse la linea dura dei comuni di Aprilia e Cisterna contro l’atto del commissario (già impugnato al Tar) è rimasto deluso. “I Comuni di Aprilia e Cisterna di Latina hanno presentato ricorso ma la Provincia di Latina non può impugnare l’atto del commissario ad acta, che di fatto sostituisce le scelte dell’Ente. Adesso 8i nostri uffici – spiega il Presidente Gerardo Stefanelli – tramite le procedure Vas verificheranno se i siti sono idonei oppure no, si tratta di una procedura necessaria perché la Regione per autorizzazione l’extra costo ha bisogno di dimostrare che sul territorio non ci sono siti disponibili”.

L’amministrazione provinciale attende che la Regione Lazio attivi definitivamente gli Egato, per i quali in queste ore sono stati fatti passi vanti con la definizione dei criteri per i Comuni che ne faranno parte, ma mentre i mesi passano la scelta per il sito prescelto si fa sempre più vicina. E al momento restano in ballo solo le tre aree individuate dal commissario.

“Anche sui rifiuti si è smesso di discutere e di decidere”

Il Presidente dell’Amministrazione Provinciale: “Siamo in un vuoto di potere. La politica non esercita più il ruolo di mediazione tra sindaci e comunità”

Non ci sono gli impianti e nemmeno i siti per ospitarli, perché nessuno vuole individuarli. Intanto i cittadini pagano per un servizio inevitabilmente carente e da domani pagheranno ancora di più, pur continuando a non avere una struttura gestionale sul territorio.

Presidente Stefanelli, restiamo a guardare?

“Adesso ci sono le condizioni ideali per la tempesta perfetta. La Regione ha commissariato la Provincia, il Commissario ad acta non ha preso una decisione e nel frattempo è stato istituito con legge regionale l’Egato4, cioè l’ambito ottimale territoriale dei rifiuti. Ma istituito non vuol dire costituito, perché mancano ancora i decreti attuativi della giunta regionale. Il direttore dell’area rifiuti della Regione dice che entro le prossime settimane si farà tutto. Ma nel frattempo si lavora per fare il calcolo del peso ponderato di ciascuna città aderente all’Egato, calcolo che si farà sulla base del peso demografico di ciascun comune e del numero di impianti dei rifiuti ospitati sul territorio. Potrebbe quindi verificarsi che Aprilia avrà più peso di Latina, a meno che quando si parla di impianti non si considerino anche quelli dismessi, come le due discariche di Borgo Montello”.

Tutto questo vuol dire che siamo entrati in un vuoto decisionale ufficiale, dopo quello “di fatto”, vissuto fino a ieri grazie all’inerzia dei sindaci? Adesso chi prenderà iniziative in materia di rifiuti?

“Le decisioni che servono sono quelle riguardanti gli impianti necessari alla chiusura del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dei confini del nostro territorio, e in questo momento c’è effettivamente un vuoto di potere. E si tenga presente che saranno i decreti attuativi regionali a stabilire come si dovrà procedere alla nomina del Consiglio Direttivo dell’Egato, composto da 4 consiglieri e un presidente che percepiranno uno stipendio. Sarà poi il Consiglio direttivo a nominare un Direttore generale e un sindaco Revisore dei conti. E l’elaborazione del piano d’ambito. Da tutto questo iter dovrà venir fuori la definizione del sistema integrato provinciale dei rifiuti”.

Insomma si riparte da zero. E tra qualche giorno, quando chiuderanno le ultime discariche del Lazio ancora in esercizio, cosa succederà?

“Posso dire che in provincia di Latina non accadrà nulla di nuovo, perché nei giorni scorsi ho ricevuto, insieme ai sindaci dei comuni pontini che conferiscono i rifiuti indifferenziati ad Aprilia, una comunicazione da Fabio Altissimi, per conto di Rida Ambiente, che ci informa di aver trovato una soluzione per trasferire i residui dei rifiuti sottoposti a Tmb in impianti extraregionali senza alcun aggravio di costi. Questo significa che i comuni non subiranno aumenti, e dunque nemmeno i cittadini. Mi pare una buona notizia”.

Siamo più di prima alla mercè dell’imprenditoria privata; stavolta ci è andata di lusso, ma nessuno può garantire che domani le cose restino le stesse. La politica non dice niente, i sindaci non parlano, ma cosa sta succedendo?

“Mai sentito un partito prendere posizione sulla questione dei rifiuti. Sono io a domandarmi dove siano finiti i partiti e con loro dove sia finito il ruolo di guida per i sindaci e per le politiche amministrative. E non è soltanto un problema di rifiuti. Prendiamo il metano: Latina è il comune capofila dell’Atm, Ambito Territoriale Minimo, e dovrebbe attivare gli stessi meccanismi previsti per la gestione dell’acquane dei rifiuti. Lei sa dove si è nascosto l’Atm? Io non lo so. Quello che vedo, è invece il fatto che le aziende che si occupano della distribuzione dell’acqua, di gas e di fibre per le comunicazioni, rompono strade, bucano marciapiedi, un giorno una e un giorno l’altra, e non c’è nessuno che si preoccupi di razionalizzare e armonizzare questi interventi. Direi che quando si scava, anziché posare un tubo e richiudere, se ne potrebbero sistemare due o tre, a disposizione di tutti gli interventi prevedibili nel medio e lungo periodo”.

Essendo questo un problema di tutti i comuni, dovrebbero essere i sindaci a cercare di fare sistema su questo tipo di situazioni. E tanto per non allontanarci dal tema di questa intervista, che verte sui rifiuti, stiamo parlando degli stessi sindaci che non sono riusciti a trovare un accordo sul sito per ospitare la discarica per i residui del Tmb.

“Proprio così. E cerco di spiegarmi meglio. Acqualatina fattura tra i 120 e i 130 milioni di euro l’anno; stando ai Pef dei comuni pontini, il valore complessivo delle fatturazioni per la gestione del servizio legato ai rifiuti è di altri 120 milioni di euro. Significa che ogni anno per queste due voci, acqua e rifiuti, vengono movimentati 250 milioni di euro, che gravano interamente sulle spalle dei cittadini. La politica potrebbe, forse dovrebbe, interrogarsi su una gestione virtuosa per trasformare queste attività in una risorsa. Se è vero che le aziende impegnate nella gestione di questi servizi sono energivore, dai consumi degli automezzi a quelli delle pompe di sollevamento, fino agli impianti di depurazione. Non è normale che si debba pagare per conferire i nostri rifiuti all’estero dove li utilizzano per produrre energia. Ma perché non lo facciamo noi?”.

Dunque nessuno parla, nessuno si confronta, nessuno lancia idee più o meno valide. Neanche alla vigilia delle elezioni regionali i partiti si sprecano a presentare programmi che prevedano interventi migliorativi per la gestione dei servizi. Eppure c’è in ballo il nostro futuro per i prossimi cinque anni.

“Dovremmo aver già cominciato a domandarci come sarà e come farà l’azienda che dovrà provvedere alla raccolta, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti. Come si muoverà sul territorio? Con quale prospettiva, e con quale obiettivo? Tutto questo presuppone una profonda conoscenza del territorio, della popolazione e dei diversi settori nei quali un’azienda di servizi è chiamata ad intervenire. Quanta gente c’è da servire? Dove risiede? Quali sono i siti per gli impianti necessari? Dove vanno collocati per risparmiare risorse e consumi? Quali sono le strade da percorrere per gli spostamenti degli automezzi? Tutto questo backround di conoscenze, attualmente ce l’ha soltanto Acqualatina, l’azienda che ha un rapporto diretto con tutti i cittadini, che conosce gli utenti, che è in grado di sapere chi paga,quanto paga, come paga e attraverso quale banca. Il “Big data” di questa provincia è nelle mani di Acqualatina, e si tratta di un patrimonio costruito in vent’anni con i soldi dei cittadini versati con le bollette, dunque è patrimonio della comunità e dovrebbe tornare alla comunità sotto forma di multiutility a servizio del territorio”.

Dobbiamo affidare la gestione dei rifiuti ad Acqualatina oppure dobbiamo pretendere da Acqualatina la restituzione di quello che chiama “Big data”?

“Potremmo riprendere il discorso avviato da Carlo Medici sulla pubblicizzazione dell’acqua, trattare con Veolia per portare l’azienda interamente nelle mani dei comuni dell’Ato4 e farne il centro propulsore della multiutility provinciale”.

La Provincia ha appena chiesto ad Acqualatina la restituzione di 18 milioni di euro, e adesso Lei vuole riportare a casa la spa che gestisce il servizio idrico?

“Forse è più semplice di quanto si creda. Veolia ha fatto un aumento di capitale insieme alla Provincia, che si è fatta carico di anticipare le quote dei comuni, cioè i 18 milioni che ora chiediamo. Intorno a questa cifra si possono costruire diversi scenari, ma ci vuole un obiettivo, un disegno. E’ quello che chiedo alla politica: vogliamo ragionare su questi temi? Vogliamo decidere se continuare a convivere con i privati oppure no? E se vogliamo tentare la strada della ripubblicizzazione dell’acqua, facciamolo, ma preservando il patrimonio rappresentato da Acqualatina, altrimenti rischiamo di replicare la disavventura di Latina Ambiente. I partiti devono fare da camera di compensazione tra i sindaci e le comunità del territorio. Siamo in un momento molto delicato e faccio un appello tutta la politica e a chi ha la responsabilità di governo sul territorio, per avviare un confronto e un dibattito nel segno della modernità, del cambiamento e dell’innalzamento della qualità del nostro agire, per riposizionarci su uno standard effettivamente europeo”.

Si rende conto di trovarsi in un contesto avvilente dove non c’è nessun partito e neanche un amministratore pubblico che abbia l’ardire di sposare la causa di una discarica, di un impianto di biometano o di un termoinceneritore? Di quale Europa stiamo parlando?

“E’ per questo che cerco di battermi per avviare una discussione o un confronto sui temi attualissimi dell’energia e della gestione dei rifiuti. Ogni attività industriale ha un impatto ambientale, ma pare nessuno lo veda, e comunque nessuno ne parla. Quando brucia la Soas di Pomezia che danno ambientale provoca? Almeno quello corrispondente a dieci anni di attività di un termoinceneritore, con la differenza sostanziale che il danno della Soas si consuma in una settimana e non in dieci lunghi anni. E non parliamo della farmaceutica e della chimica”.

Mi pare di poter dire che quello di cui la politica di questa provincia riesce a parlare siano le candidature e gli schieramenti, il campo largo o la coalizione stretta per affrontare le elezioni di questo o quel sindaco in questo o quel comune.

“Non so darle torto. Manca chi discute, chi sceglie e chi rischia. Tutti hanno paura di imboccare una strada piuttosto che un’altra. Eppure è abbastanza chiaro a chiunque faccia politica, che i sistemi per acquisire il consenso sono soltanto un paio: pianificare e dare risposte concrete ai problemi della gente, oppure comprare il consenso attraverso le clientele”.

Rifiuti e discarica, Stefanelli: necessario individuare una soluzione

L’intervento in apertura del Consiglio provinciale di ieri da parte del Presidente che ha ricordato come non sia possibile ignorare le conclusioni del commissario

“Non possiamo ignorare le conclusioni del commissario regionale sui siti idonei ad ospitare discarica e impianti per il trattamento dei rifiuti”. Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli lo ha chiarito ieri mattina durante il Consiglio provinciale con delle comunicazioni ai consiglieri sulla nuova emergenza.

La seduta del Consiglio si è svolta ieri mattina. In apertura il Presidente Gerardo Stefanelli ha dato comunicazione della richiesta da parte della Regione Lazio di trovare una soluzione in materia di rifiuti a seguito della indisponibilità dei siti di Latina e Frosinone. “La Provincia di Latina – ha ribadito il Presidente Stefanelli – dovrà attivarsi ed approfondire la sua attività di pianificazione in materia di rifiuti, come ha già fatto in passato, ma è giusto ricordare che non si può evitare le individuazioni fatte dal commissario regionale e che la decisione finale spetterà agli istituiti Egato. Il tema dei rifiuti è uno dei tanti problemi che mi sta a cuora e su cui si deve trovare necessariamente una soluzione idonea sia per la salvaguardia dell’ambiente che dei cittadini”.

Insomma, bisogna mettere un punto a questa situazione e individuare al più presto una soluzione per la discarica e gli altri impianti che mancano per chiudere il ciclo dei rifiuti. Il commissario regionale Illuminato Bonsignore aveva individuato tre aree: la ex Goodyear di Cisterna e poi due cave una sempre a Cisterna e l’altra ad Aprilia. In queste aree, secondo i documenti forniti alla Provincia, vanno realizzate discarica e due impianti. Sta ai sindaci pontini decidere cosa e dove. Ma fino ad oggi hanno prevalso i no. E le soluzioni si allontanano.

Gli altri temi in Consiglio.

Il Consiglio in seguito ha licenziato poi i punti all’ordine del giorno. Eletti, tra i 26 candidati selezionati, Il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2023-25, nella persona della Dott.ssa Monia Gennari e i componenti Dott. Luigi Capoccetta e Dott. Massimo Pacella.

Approvato all’unanimità il nuovo Regolamento sul Procedimento Amministrativo dell’Ente, sulla base della legge n. 241/1990 e successive modificazioni. Il Regolamento in questione disciplina i procedimenti amministrativi di competenza della Provincia di Latina, attivati ad istanza di parte o d’ufficio, nonchè gli interventi sul regime di efficacia e validità dei provvedimenti amministrativi fatti salvi i procedimenti previsti per legge(statale o regionale) o per regolamenti di altri Enti.

Approvata, sempre all’unanimità, una misura strutturale da inserire nel bilancio dell’Ente con la quale finanziare e/o cofinanziare (tramite un bando annuale) interventi realizzati dai Comuni con popolazione residente sino a 5000 abitanti (14 i comuni interessati), finalizzati al potenziamento dei livelli di sicurezza stradale, alla realizzazione di opere di adeguamento normativo e strutturale o di tutela del patrimonio viario, delle pertinenze, opere d’arte e infrastrutture connesse che interessino strade di proprietà comunale di collegamento o a servizio della viabilità provinciale, idonei ad incrementare l’efficienza di una rete di mobilità sostenibile nell’ambito del territorio provinciale.

Rifiuti, riunione tra Presidente della Provincia e sindaci, Stefanelli: “Al lavoro in vista dell’entrata in vigore della legge su Egato”

Si è tenuta questa mattina in videoconferenza, su iniziativa del presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, una riunione dei sindaci pontini in materia di gestione del ciclo dei rifiuti in vista dell’entrata in vigore della legge regionale sugli Egato.

Si è trattato di un confronto produttivo che ha preso spunto da alcuni dati numerici sulla produzione e i costi della raccolta rifiuti allo stato attuale. Ai sindaci Stefanelli ha chiesto di iniziare a lavorare fin da ora affinché il territorio pontino si faccia trovare pronto quando da parte della Regione sarà stato portato a termine l’iter della nuova legge sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

“Spetterà alla Regione – ha sottolineato il presidente – convocare l’assemblea dei sindaci per eleggere il presidente e pii procedere con l’approvazione dello Statuto ma la situazione attuale ci richiama all’esigenza di iniziare a immaginare i possibili scenari per la costituzione degli Egato. E’ importante anche considerare fin da ora il futuro delle società e dei soggetti che oggi nei singoli Comuni si occupano della gestione dei rifiuti e in alcuni casi anche dei servizi di igiene urbana”.

Il presidente della Provincia e i sindaci hanno inoltre preso atto di una relazione del commissario straordinario ai rifiuti Illuminato Bonsignore che sarà esaminata e approfondita nei prossimi giorni. Nel frattempo Stefanelli ha annunciato che darà mandato agli uffici di via Costa di acquisire dai singoli Comuni tutti i dati relativi al ciclo dei rifiuti per fornire un quadro il più possibile dettagliato a sindaci per supportarli nelle loro decisioni.

Rifiuti, il Presidente Stefanelli convoca l’assemblea dei sindaci

Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli ha convocato per venerdì prossimo 15 luglio alle ore 10, l’assemblea dei sindaci sul piano rifiuti.

Dopo avere affrontato una settimana impegnativa nel corso della quale si sono tenuti la Conferenza dei sindaci dell’Ato 4, il Consiglio provinciale, l’assemblea dei soci della Latina Formazione e l’assemblea dei soci di Acqualatina, il presidente Stefanelli così come richiesto da numerosi sindaci ha indetto la Conferenza dei primi cittadini con all’ordine del giorno il piano integrato sul ciclo dei rifiuti alla luce dell’audizione del commissario regionale e delle decisioni adottate da quest’ultimo sui possibili siti per conferimento dei rifiuti inertizzati.

La riunione sarà anche l’occasione per discutere sulla proposta di legge concernente la disciplina degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani che proprio in questi giorni è all’esame del Consiglio regionale del Lazio.

“Come da me auspicato nelle scorse settimane – sottolinea Stefanelli – è arrivato il momento per i sindaci della provincia di Latina di affrontare in maniera complessiva e con grande senso di responsabilità il tema del ciclo integrato dei rifiuti che porterà a cambiamenti epocali sul nostro territorio nella gestione di questo servizio che è fondamentale per la qualità della vita dei cittadini. Mentre la Regione si appresta a varare la legge sugli Egato – conclude – dobbiamo lavorare e farci trovare pronti per governare il cambiamento e non invece subire il corso degli eventi”.

Approvati i Piani esecutivi di gestione. Stefanelli: “Organizzazione interna, ambiente, sostegno ai Comuni, scuola e viabilità: ecco le priorità”

La Provincia ha approvato i PEG (Piani esecutivi di gestione) individuando per ogni singolo settore gli obiettivi da raggiungere nel prossimo biennio.

Sono cinque in particolare le materie sulle quali si concentrerà l’azione amministrativa dell’ente. La prima riguarda la riorganizzazione interna degli uffici e dei servizi che passa attraverso il potenziamento delle risorse umane: sono state infatti aperte le procedure per assumere un nuovo dirigente tecnico che si occuperà principalmente di edilizia scolastica e sette operai per rinforzare la capacità manutentiva propria dell’ente. Si punta inoltre ad una forte digitalizzazione e a modernizzare le modalità di lavoro attraverso l’aggiornamento dei regolamenti di funzionamento degli organi istituzionali, degli uffici e dei servizi.

Il secondo tema è quello della Provincia come casa delle comunità municipali che prevede un sostegno ai piccoli Comuni sia in termini di consulenza amministrativa – sensibilizzandoli ad aderire alla Centrale unica di committenza – che di sostegno economico per l’esercizio di alcune funzioni fondamentali.

In materia di sicurezza stradale l’obiettivo è quello di incrementare l’attività di manutenzione delle strade di competenza della Provincia e contribuire in parte alle spese a carico dei piccoli Comuni per le arterie secondarie oltre che riattivare alcune postazioni per il controllo della velocità nei tratti più pericolosi. A questi interventi sarà affiancata una intensa campagna educativa sulla sicurezza stradale nei confronti delle fasce più giovani della popolazione con iniziative di sensibilizzazione negli istituti scolastici dell’intero territorio provinciale.

Per quanto riguarda l’ambiente l’ente intende prendersi cura della qualità delle acque istituendo una cabina di regia dei Comuni costieri sia per affiancarli nella lotta all’erosione che per aiutarli nella tutela dell’elemento che rappresenta il bene primario per il sistema turistico pontino insieme alla filiera agroalimentare. L’idea è quella di mettere in campo azioni per evitare che i rifiuti solidi giungano in mare, promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sul corretto utilizzo della risorsa idrica e avviare reti per valorizzare il turismo sostenibile. Inoltre la Provincia intende diventare protagonista di una ‘rivoluzione verde’ aumentando produzione e il consumo di energie rinnovabili grazie la costituzione delle comunità energetiche e massimizzando l’utilizzo dei tetti e delle superfici utili dei fabbricati di proprietà dell’ente per la produzione di energia pulita.

I Peg indicano inoltre quale obiettivo la presa in cura non soltanto degli edifici ma dell’intera comunità scolastica attuando con speditezza i lavori nei fabbricati, coinvolgendo la Consulta degli studenti nelle scelte fondamentali sulla rete scolastica e collaborando con tutti i soggetti che operano all’interno del mondo scolastico per aumentare il senso di appartenenza alla comunità provinciale e la crescita emotiva dei singoli ragazzi: la Provincia intende insomma partecipare in maniera concreta all’educazione e alla crescita dei giovani affiancando il sistema della pubblica istruzione.  La volontà è di costituire un progetto di rete di servizio civile nazionale attuando i patti di comunità sottoscritti da numerosi Comuni per il contrasto al disagio educativo.

“Adesso che i Peg sono stati approvati – sottolinea il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli – siamo pronti a partire: nei Piani così come nei capitoli del Bilancio sono contenuti gli elementi di questo mandato. E’ lungo tali binari, definiti con chiarezza, che sarà condotta l’azione politica e amministrativa dell’ente”.

Rifiuti, Stefanelli: “Mai proposto Aprilia per sito di stoccaggio. La Regione revochi commissario e lasci decide all’Egato”

“La Provincia di Latina allo stato attuale non ha alcuna competenza rispetto all’individuazione del sito per lo stoccaggio dei rifiuti, competenza che è nella mani del commissario nominato dalla Regione Lazio”.

Lo dichiara il presidente Gerardo Stefanelli intervenendo sulle polemiche dei giorni scorsi relative alla collocazione dell’impianto per gli indifferenziati.

“Ci tengo a ricordare che nel corso degli ultimi due anni i sindaci pontini non sono riusciti a trovare una collocazione e allo stesso tempo voglio rassicurare l’amministrazione comunale di Aprilia che ho sempre fatto presente in tutte le sedi come la città ospiti già altri impianti di trattamento rifiuti. Ma credo anche – prosegue Stefanelli – che su questa delicata materia sarebbe opportuno mettere in campo una corretta informazione sia sulle caratteristiche del futuro impianto che sui danni prodotti nel tempo sull’ambiente da altri tipi di attività industriali. Dobbiamo ridimensionare l’idea che nell’immaginario collettivo c’è rispetto ad un sito di stoccaggio visto che grandi capitali europee ospitano questo tipo di impianti senza conseguenze nocive per l’ambiente e la popolazione.

Credo anche – conclude – che vista la prossima entrata in vigore della legge che istituisce gli Egato e affida a loro la gestione del ciclo dei rifiuti su scala provinciale, forse bisognerebbe revocare la nomina del commissario regionale e lasciare agli organismi deputati il potere di decidere l’organizzazione del sistema rifiuti inclusa la localizzazione dei diversi impianti, soluzione che consentirebbe agli amministratori di mettere in campo un piano efficace e condiviso”.

Egato rifiuti, Stefanelli in Commissione Ambiente: “Chiederò alla Regione alcuni correttivi alla legge sul sistema integrato”

Il Presidente della Provincia Gerardo Stefanelli questa mattina ha partecipato alla riunione della Commissione Sviluppo e tutela del Territorio convocata dal presidente dell’organismo Annalisa Muzio che aveva come unico punto la disciplina regionale della gestione dei rifiuti. 

“Sono felice che dopo ben sedici anni – sottolinea Stefanelli che martedì 3 maggio sarà ascoltato in audizione dalla Commissione regionale Bilancio e patrimonio – la Regione voglia finalmente costituire gli ambiti territoriali ottimali provinciali per la gestione integrata dell’intero ciclo dei rifiuti responsabilizzando i territori e con l’obiettivo di assicurare efficienza e economicità al settore. Saluto quindi con favore tale passaggio ma a nostro avviso il testo della proposta di legge necessita di alcuni correttivi. Il primo riguarda il ruolo delle Province che scompare del tutto in questo documento in contrasto con l’ordine del giorno approvato proprio ieri dal Consiglio regionale su proposta del consigliere Salvatore La Penna che impegna la Regione ad un tavolo di concertazione con gli enti locali per una più efficace ripartizione delle competenze tra Regione, Province e Comuni. 

Leggendo l’articolato della proposta di legge – continua Stefanelli – emerge che è previsto per il futuro Egato un presidente e un consiglio direttivo ai quali vengono riconosciuto un emolumento che può essere quantificato in circa 400mila euro annui, somma che proviene dalla tariffa che grava sugli utenti: ritengo che sarebbe opportuno utilizzare tali risorse, visto che presidente e consiglio direttivo sono comunque sindaci che percepiscono un compenso, per rafforzare la struttura tecnica e amministrativa dell’Egato, senza la quale non sarebbe possibile mettere in campo una funzione di controllo competente ed efficiente. Il lavoro che ci attende è realizzare un piano di ambito di impiantistica, raccolta e trattamento dei rifiuti per l’intera provincia per il quale sono necessarie le giuste professionalità sia in termini qualitativi che quantitativi. Qualche dubbio c’è anche sui tempi visto che secondo la proposta di legge tutto dovrebbe partire entro gennaio 2025 come previsto nella proposta di legge ma vista la complessità delle procedure tale termine appare irrealistico”.

Stefanelli annuncia la preparazione di alcuni emendamenti al riguardo che porterà all’esame della Commissione regionale nell’audizione di martedì 3 maggio e che chiederà ai consiglieri regionali pontini di sostenere in sede di Consiglio regionale. 

“Sarà anche necessario – conclude il Presidente della Provincia – definire l’attuazione dei poteri sostitutivi vale a dire indicare chi sarà chiamato ad intervenire nel caso di inazione da parte degli enti locali, con quali poteri e entro quali tempi: si tratta di un passaggio fondamentale per attuare a pieno il sistema dei rifiuti sull’intero territorio provinciale”

La posizione di Stefanelli e gli emendamenti da lui presentati sono stati pienamente condivisi dalla Commissione ambiente che su iniziativa del Presidente Annalisa Muzio è stata aggiornata a martedì prossimo per concludere il confronto e l’esame delle osservazioni proposte dai membri della commissione.

Il presidente Stefanelli: “Per la Provincia meno convegni e più fatti”

Parla il presidente Gerardo Stefanelli: «La Regione Lazio ci penalizza come territorio; attendiamo concretezza sui rifiuti e sulle infrastrutture»

Il bilancio della Provincia di Latina è stato approvato ieri, 14 aprile. Un cambio di passo evidente rispetto al passato, quando spesso si arrivava a ottobre ad approvare il documento economico. Il presidente Gerardo Stefanelli lo aveva promesso il giorno dopo l’insediamento: l’ente tornerà a correre. I primi passi stanno a testimoniare che è così.

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Poche apparizioni pubbliche, molto lavoro dietro le quinte. È la ricetta giusta questa?
I cittadini vogliono risposte da chi amministra la cosa pubblica, non parole. La Provincia ha bisogno di viaggiare veloce per risolvere i problemi e aver approvato il bilancio in tempi stretti è fondamentale, perché ora procederemo con la preparazione del Peg e daremo gli obiettivi da raggiungere ai dipendenti. Guardi io vedo che in giro si fanno tanti convegni, tante tavole rotonde, dichiarazioni d’intenti pieni di buoni propositi. Per carità, ognuno interpreta come meglio crede il ruolo di pubblico amministratore. A me interessano i fatti e quelli si ottengono lavorando per risolvere i problemi che ci sono.

Infatti lei è poco presente nei convegni, anche istituzionali. Dunque è una scelta.
Insomma. A volte non mi invitano proprio. Non so per quale ragione, ma ultimamente la Provincia, dalle altre istituzioni, è considerata come se non esistesse, come se fosse scomparsa. Ecco un altro obiettivo che mi pongo è quello di far tornare la Provincia al centro dell’attenzione, ad essere istituzione riconosciuta e rispettata. Poi, in generale, a volte anche ad eventi pubblici dove l’ente era invitato non sono stato presente per motivi personali. In futuro vogliamo esserci e contare.

Della Provincia lei è anche dipendente. La conoscenza dell’ente si sta rivelando un vantaggio?
Assolutamente sì. Conosco la macchina amministrativa di via Costa, i suoi pregi e i suoi difetti. È anche per questo che non ho dovuto fare una fase di rodaggio ma sono subito partito a lavorare sul bilancio dell’ente.

Sui rifiuti quali sono le novità? In particolare sulla discarica?

La Regione Lazio ci ha commissariato anche se, mi permetta, quella da commissariare era la Regione medesima. Da anni dovrebbe istituire gli Ato e invece ancora tentenna. In questo modo ci ha impedito di accedere ai fondi del Pnrr che sono stati presentati dai Comuni. Sa quante cose avremmo potuto realizzare, a livello di impiantistica, utilizzando le risorse europee? Invece non possiamo fare niente. Sulla discarica non sappiamo nulla, ancora. Attendiamo i responsi del commissario. So che stava facendo approfondimenti su un paio di siti.

Mi pare che con la Regione non ci sia un gran feeling.
Ma no, i rapporti sono buoni. Solo che io sono abituato a guardare ai fatti. Mi spiego: sulla sanità sento parlare di grandi investimenti, dei nuovi ospedali, delle case della salute. Tutto bello e utile e sono felice. Ma poi bisogna anche fare i conti col fatto che non ci sono medici di base in tanti comuni della provincia. Io mi preoccupo anche di questo. E chi deve dare risposte cosa fa? Altro esempio: sono felice della nomina di Enrico Forte alla guida della Commissione Lavori pubblici e spero riesca a fare risultati, perché purtroppo ad oggi lo stato di Roma-Latina, Bretella Cisterna Valmontone o Pedemontana è sempre quello che c’era quando Zingaretti ha preso la guida della Regione Lazio. Non è cambiata una virgola. E il nostro territorio ha bisogno di colmare il gap infrastrutturale. Purtroppo scontiamo sempre una posizione romanocentrica della Regione. Forse serve un presidente che viene dalle province del Lazio per invertire la rotta?».

Stefanelli: “Ci serve un’Ato per evitare rifiuti da altri territori”

Rifiuti, il presidente della Provincia: “Ci serve un Ato provinciale Per evitare il conferimento da altri territori”

“La polemica esplosa nuovamente in questi giorni sul conferimento presso l’impianto di Aprilia di rifiuti provenienti dalla provincia di Roma su decisione unilaterale adottata dall’Ama ci riporta ancora una volta alla necessità di procedere con l’istituzione di un’Ato dei rifiuti per il territorio pontino”. Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli interviene sulla vicenda dell’ennesimo ‘trasferimento’ di rifiuti indifferenziati romani presso l’impianto pontino nell’ambito dei poteri decisionali della Regione quale ente competente al rilascio ed alla gestione delle autorizzazioni integrate ambientali alle società che trattano quantitativi superiori ai limiti fissati dalle norme in materia.

“La competenza in materia di AIA, disciplinata dal Codice dell’Ambiente – ricorda Stefanelli – è ripartita tra Regioni e Stato e con la legge regionale del 2011, la Regione Lazio si è riservata la competenza al rilascio delle sole AIA relative agli impianti di gestione dei rifiuti, delegando alle Province l’autorizzazione per tutti gli altri. Pertanto nel caso di specie la Provincia non detiene alcuna competenza in materia, neanche sotto gli aspetti ambientali (aria acqua etc.) ma solo per le competenze demaniali. Resta il fatto che sul tema dei rifiuti non possiamo continuare a subire decisioni che pesano sul nostro territorio: c’è la necessità di organizzare l’intera materia in un’ottica prettamente provinciale individuando i siti di trattamento e potenziando al massimo la raccolta differenziata. Soltanto in questo modo – conclude il presidente della Provincia – saremo in grado di gestire in maniera autonoma i nostri rifiuti in un’ottica nuova ma questo risultato è raggiungibile soltanto con l’approvazione da parte della Regione, che finora è rimasta silente, di una legge per l’istituzione degli Ato.”.